In Castello biglietto unico con rincaro: costerà 12 euro
Per entrare nel rinnovato Schifanoia si pagherà 10 euro Sgarbi polemico con le chiese ancora chiuse dal sisma e l’allestimento di Aulenti
La cultura si deve pagare il giusto. Sembra questa l’idea di base dalla quale partono Comune e Ferrara Arte per il progettato aumento dei biglietti nei musei cittadini, che ieri Vittorio Sgarbi ha anticipato. Per entrare in Castello, ha detto il presidente di Ferrara Arte, si pagherà 12 euro «comprese le mostre», contro gli 8 euro di oggi (più 2 per la Torre dei Leoni): è una conferma dell’intenzione di non suddividere i biglietti tra percorso museale ed esposizioni temporanee, tra le quali troveranno posto quelle della Collezione Cavallini-Sgarbi. Schifanoia invece salirà dai 5 euro del pre-lavori a 10 euro, un aumento giustificato evidentemente dall’ampliamento dell’offerta con cinque nuove sale (da fine anno) e l’illuminazione artistica degli affreschi di Francesco del Cossa. Il resto dovrebbe seguire a ruota.
Sgarbi prosegue peraltro nella sua crociata contro l’allestimento in Castello da parte di Gae Aulenti, «è vecchio, superato e quasi inutile, anzi serve per evidenziare quanto male è stato fatto in passato a quel monumento. I pannelli sono stati montati aggredendo i muri portanti, lo denuncerò in Procura». La stessa lettura data per il primo progetto di Palazzo Diamanti, il famoso padiglione aggiuntivo bocciato dalla Soprintendenza: con i progettisti Labics, è l’annuncio “congiunto” di Ferrara Arte e Comune, «siamo d’accordo su tutto, bisogna solo scegliere il tipo di legno con il quale costruire la passerella». La chiusura del nuovo progetto è prevista per la prossima settimana, è già stata bandita la gara per la realizzazione dell’opera e ci sono due proposte che andranno valutate nei prossimi giorni: i lavori dovrebbero cominciare a settembre.
Per quanto riguarda Palazzo Massari, «siamo ormai d’accordo anche su quell’intervento - ha detto lo stesso Sgarbi, che si era opposto pure alla prima versione di quel progetto - manca solo la copertura della scala».
Dove invece non ci siamo, dal punto di vista del critico d’arte, è nella condizione delle chiese ferraresi. «Il sisma c’è stato nel 2012, ha riaperto tutto ma le chiese ferraresi sono ancora chiuse: è intollerabile - è l’attacco di Sgarbi - L’ho detto anche al ministro Franceschini, che ho invitato all’apertura di Schifanoia, non è possibile che non solo il Duomo ma anche San Paolo e San Domenico siano in quelle condizioni». Poi l’affondo alla gestione post-sisma della Regione e della precedente amministrazione comunale, «è colpa di un regime indifferente alla bellezza». E c’è spazio, nella visione sgarbiana, per una difesa degli amministratori leghisti, «parlano tanto di Naomo (il vicesindaco Nicola Lodi, ndr) ma non è cattivo, è il mister Hyde del sindaco Fabbri. Bisogna invitare qui Formigli (il riferimento è alla polemica con La7, ndr) a vedere cosa si fa a Ferrara». —
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