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Emergenza coronavirus a Ferrara
le conseguenze della crisi 

Hotel, perso il 95% degli affari C’è chi abbassa le saracinesche

M.Puli.
Hotel, perso il 95% degli affari C’è chi abbassa le saracinesche

Il Mercure si appresta a chiudere per un periodo che non è ancora stato deciso. Prenotazioni  disdette a cascata. Crollano i  guadagni, regna il pessimismo

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FERRARA. Ferrara si lecca le ferite provocate dalla emergenza Coronavirus. Le ferite più profonde sono quelle riportate dal settore alberghiero sul quale si sono avversate le peggiori conseguenze della crisi sanitaria provocata da questo virus. Emblema di questa situazione è la reazione di Zeno Govoni, presidente di Federalberghi Ferrara, nonché proprietario dell’Hotel Annunziata che si trova in Piazza Castello a Ferrara, uno scenario per certi versi unico al mondo: «Siamo semplicemente disperati – dice senza tanti giri di parole Govoni – stiamo patendo danni economici e di immagine incalcolabili. Bastano alcuni dati: a Ferrara ci sono 35 hotel, 100 strutture extra alberghiere (vedi B&B) e circa 300 locazioni brevi cioè appartamenti e residence. Ebbene, – prosegue Govoni – abbiamo calcolato che 8 tra i migliori hotel tra marzo e aprile 2019 avevano fatturato un milione e mezzo di euro, mentre nello stesso periodo di quest’anno se arriveremo a fatturare 160 mila euro sarà una grande soddisfazione». Numeri freddi e terribili, che descrivono meglio di tante parole la situazione drammatica del settore ricettivo. Difficile essere felici, ancora più complicato progettare un futuro di cui nemmeno si immaginano i contorni. Govoni è un fiume in piena: «Cosa mi aspetto? È difficile rispondere a questa domanda. C’è la Pasqua, più avanti c’è il Palio di Ferrara e devo dire che il nuovo presidente dell’ente Palio, Nicola Borsetti, è intenzionato a rilanciare questa rievocazione storica in chiave turistica, molto di più rispetto a quanto fatto in passato. Su questo contiamo molto, ma la situazione resta difficile, non possiamo nasconderci dietro un dito».

Se ci si sposta di poche decine di metri si arriva in un altro hotel di nome ma purtroppo l’atmosfera non cambia. È il Mercure Hotel, che fa parte del Gruppo che recentemente ha acquisito anche il “Duchessa Isabella”. A parlare, chiedendo l’anonimato, è il direttore: «Crollo del 95% delle prenotazioni. Per questo stiamo valutando di chiudere il Mercure per un periodo di tempo. Non possiamo fare altrimenti. Tra i due hotel abbiamo 15 dipendenti e la media delle camere occupate negli ultimi tempi è di 4 camere al giorno. Davvero poco, la situazione è drammatica».

Stessa situazione, stessa aria mesta si respira all’Hotel Touring, Viale Cavour, anche qui siamo in pieno centro. Qui addirittura il direttore fa sapere di essere “in riunione”, come ci riferisce l’addetta alla reception. Certo, occorre reagire. Ma in questo momento storico è forse la cosa più difficile da fare. —

M.Puli.

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