La mappa estense della quarantena. Controlli dei Nas: violarla è un reato
L'isolamento essere più blando o volontario, il tampone viene fatto d'ufficio ai ricoverati L’obbligo scatta se ci sono sintomi e contatto stretto col contagiato
FERRARA. Obbligatorio, fiduciario, preventivo, volontario. L’epidemia da Coronavirus (Covid-19) sta espandendo il dizionario del quotidiano verso ambiti con i quali hanno confidenza infettivologi e igienisti, ma non i comuni cittadini che faticano a prendere confidenza con espressioni come quarantena, permanenza domiciliare, sorveglianza attiva.
I casi più gravi. Come ricorda il direttore generale dell’Asl, Claudio Vagnini (in questi giorni commissario perché il mandato è scaduto a fine febbraio e si attende la nomina dei vertici della sanità locale), le diverse condizioni alle quali deve attenersi la persona che potrebbe essere giunta a contatto con il virus (Sars-Cov-2) sono definite dal ministero della Salute e dalle ordinanze regionali.
I pazienti ricoverati con sintomi riconducibili all’infezione (ad esempio la polmonite interstiziale) vengono sottoposti a tampone nasale/faringeo. L’eventuale conferma del contagio comporta il trasferimento in un ambiente isolato, in una stanza a pressione negativa che ostacola il passaggio degli agenti infettivi verso l’esterno. Si tratta della condizione più grave. La persona in stato di sorveglianza sanitaria, però, potrebbe non avere accusato sintomi, oppure potrebbe aver manifestato sintomi lievi o avere intrattenuto rapporti con persone contagiate.«In questi casi - spiega il commissario Asl - l’autorità sanitaria deve raggiungere l’obiettivo di contenere al minimo la circolazione del virus con l’adozione di misure efficaci».
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I “sorvegliati”. Nella nostra provincia il caso più noto è quello dei ballerini di milonga, 110 persone appassionate di tango che si sono ritrovate in un hotel a Ferrara per partecipare a una maratona di tre giorni.
La presenza di tre ballerini spagnoli i cui tamponi hanno confermato il contatto con il virus ha imposto a una quarantina di presenti alla manifestazione, tra residenti in provincia e personale in servizio in hotel, un isolamento preventivo da parte dell’Asl.
Nel frattempo almeno sette partecipanti all’evento che vivono in Italia, ma fuori Ferrara, sono stati trovati positivi ai tamponi.
In assenza di sintomi, in queste situazioni, si adotta la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva (due telefonate al giorno per la segnalazione di febbre e sintomi, più possibili controlli domiciliari a campione), che può diventare quarantena obbligatoria in caso di “contatto stretto” col contagiato e di sintomi. In quest’ultimo caso viene eseguito anche il tampone. «La persona che è stata a “contatto stretto” con un soggetto contagiato deve restare isolata (a casa o comunque in un ambiente riservato) avendo a sua disposizione una parte dell’abitazione e i servizi igienici. Deve ridurre i contatti con i familiari e con l’esterno per il periodo previsto per la quarantena, 14 giorni», precisa Vagnini.
Il contatto stretto è una categoria definita dalla scienza medica e dai decreti ministeriali di cui fa, ad esempio, l’operatore sanitario che ha interagito con un caso positivo ma anche - per restare in tema - il ballerino che ha danzato “faccia a faccia” con una persona contagiata. La quarantena volontaria, invece, può essere scelta da chi ha avuto un contatto “non stretto” e limitato nel tempo con un paziente positivo al tampone e non è sintomatico. Una scelta che può dipendere ad esempio dal tipo di lavoro, se comporta molte relazioni con l’esterno. È affidata al senso civico della persona e al suo senso di responsabilità nei confronti di familiari, colleghi di lavoro, altri referenti con cui si può relazionare nello svolgimento delle sue attività.
In quarantena volontaria si sono posti lo stesso Vagnini e i consiglieri regionali Marcella Zappaterra e Marco Fabbri. Una scelta responsabile (avvertire l’Asl) viene chiesta a chi rientra da zone “rosse” o isolate, da Paesi esteri dove il contagio è diffuso e a chi ha appreso di essere venuto a contatto con un paziente contagiato.
Le violazioni. Per chi non rispetta la “quarantena” è in agguato l’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento dell’autorità: arresto fino a 3 mesi e ammenda fino a 206 euro). I Nas dei carabinieri, che hanno competenza in materia, non sono intervenuti in regione finora per casi di violazioni (che iniziano ad essere ufficiosamente segnalati). Sono loro, inoltre, a trasportare i tamponi positivi al test dai tre laboratori regionali all’Istituto Superiore di Sanità. —
Gi.Ca.
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