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Copparo

Poliziotto in isolamento dentro la Casa della Salute

Poliziotto in isolamento dentro la Casa della Salute

L’esponente delle forze dell’ordine è ospitato nella struttura di Copparo  La soluzione viene adottata per chi deve allontanarsi dai conviventi 

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il caso

Le volanti che di fermano di sera davanti alla Casa della Salute di Copparo. Per chi ha assistito impossibile non chiedersi, l’altra sera, cosa fosse accaduto, all’interno del presidio sanitario. La risposta è arrivata ieri e apre uno scenario sulla gestione dell’epidemia da Coronavirus. Un’addetta delle forze dell’ordine, infatti, è stata posta in isolamento in alcuni locali della struttura. È una delle soluzioni adottate dal sistema sanitario locale per garantire un luogo protetto a chi deve essere posto in quarantena come caso “sospetto” o confermato e non può condividere per motivi legati alla sicurezza sanitaria gli stessi spazi con altre persone conviventi. Nella prospettiva di un ulteriore incremento dei casi sospetti o positivi, da collocare comunque in isolamento, è probabile che si rendano sempre più indispensabili luoghi dove accogliere chi, sottoposto a misure suggerite dalla necessità di contenere l’epidemia, non ha la disponibilità di spazi da utilizzare in modo esclusivo.

Un’esigenza che avverte anche la Regione che ha deciso di mettere a disposizione una struttura per le necessità legate al periodo di isolamento a domicilio da parte di pazienti in attesa di diagnosi certa.

Il centro individuato si trova a Reggio Emilia (la Rems, Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza a carico di pazienti psichiatrici, di prossima apertura), con 30 camere singole con bagno. Potranno essere occupate da persone che abbiano difficoltà - di spazi o di logistica - a garantire un isolamento efficace presso la propria abitazione. —

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