Affrontata la questione rifiuti Ma i cittadini sono rimasti fuori
Consiglio a porte chiuse, la minoranza chiede invano di rinviare la discussione Le risposte su tariffe e oasi dei rappresentanti di Clara. Il tema tornerà in assise
Ro. Il coronavirus impone al sindaco, nonché presidente dell’assise, Andrea Zamboni di convocare il consiglio comunale a porte chiuse ma le minoranze di Gente di Riva del Po e Centrodestra Unito per Riva del Po insorgono. Non tanto per il fatto che la seduta sia svolta a porte chiuse ma in quanto, tra i 12 punti (5 dei quali rinviati per problemi tecnici) c’è quello su Clara, una interpellanza presentata dalla consigliera Daniela Simoni e legata alla petizione, presentata tempo fa al sindaco da parte del “Comitato Cittadino di Riva del Po”. E la discussione prende fuoco, quando la maggioranza si “rifiuta” di spostare la discussione in altra seduta (aperta al pubblico), mentre decide di rinviare 5 punti.
la richiesta
«Ci chiedono collaborazione ma non ne danno», commentano i consiglieri di minoranza Simoni e Marianna Lucchin. Delusione anche da parte della referente del Comitato: «Con grande rammarico non siamo presenti». E dopo tanto “litigare” ecco che arriva la discussione. Per l’occasione il sindaco ha invitato in assise il presidente Annibale Cavallari ed il coordinatore area tecnica e servizi, Sandro Pelati, di Clara. Il presidente ha illustrato il “sistema Clara”, con tutte le sue sfaccettature, tenendo ben presente che «Clara è composta da molti comuni e non tutti sono allo stesso livello di raccolta. Bisogna lavorate in modo che tutti i comuni associati arrivino allo stesso livello, fermo restando che ognuno di essi ha delle esigenze diverse».
tariffe rifiuti
E, tanto per parlare di tariffe, richiamate dall’interpellanza e nella petizione, la parte che riguarda l’esclusione dal calcolo delle tariffe alle famiglie i metri quadrati è incancellabile, in quanto è la legge che lo prevede. «Ci possono essere delle correzioni – ha spiegato Pelati – come ad esempio la “Tariffa Puntuale”, per ora applicabile nei soli Comuni di Tresignana e Riva del Po».
Per quanto concerne la richiesta delle minoranze di collaborazione da parte del sindaco sulla rivisitazione dell’accordo con Clara sui progetti futuri, Zamboni ha risposto positivamente. «Fermo restando – ha chiarito il sindaco – che non tutto è fattibile».
Ma un chiarimento è arrivato da Pelati: «Ci sono cose che non possiamo fare, perché imposte per legge. Ad esempio, nessuno ci darà mai l’autorizzazione per fare un altro inceneritore a Ferrara. E diventa difficile costruire smaltimenti e trasformazioni, perché la burocrazia è lunga, brigosa e costosa. Più “facile” affidarsi a ditte esistenti».
l’oasi a guarda
Per quanto riguarda l’oasi ecologica, prevista per la primavera, slitta. «L’oasi verrà costruita a Guarda – ha precisato ancora Pelati – ed e prevista per la prossima estate. Però ricordo che i clienti Clara possono accedere alle altre oasi esistenti, nella fattispecie quella di Copparo».
È poi la caccia ai furbetti. «Un accordo con Polizia provinciale e quella locale – ha concluso Pelati – ci permetterà di stanare i trasgressori. Ricordo che il Comune di Riva del Po per questo tipo di smaltimento ha speso qualcosa come 15mila euro in un anno».
Soddisfazione per le risposte è stata espressa dalle minoranze, ma ripresentaranno l’interpellanza quando si potrà discutere a porte aperte. —
D.M.
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