Caldo da record ma rischio gelate Acqua a bietole e servizi anti-brina
Il Consorzio di bonifica ha attivato l’irrigazione precoce Le richieste arrivano da bieticoltori e grandi vivaisti
Stiamo vivendo l’inverno più caldo dal 1962, secondo le misurazioni Arpae, con massime giornaliere in media di 10,3 gradi e precipitazioni tra le più scarse del nuovo millennio. Un doppio problema per gli agricoltori, che hanno a che fare contemporaneamente con le fioriture precoci e l’esigenza di portare acqua alle attività precoci, con il rischio incombente di gelate. L’irrigazione può dare una mano in entrambe le situazioni, anche se le condizioni di partenza non sono certo quelle ideali.
consorzio in azione
Già da qualche giorno il Consorzio di Bonifica pianura di Ferrara ha attivato i propri impianti per l’irrigazione anticipata. «Stiamo fronteggiando una richiesta piuttosto limitata, diciamo un ventesimo del flusso standard - dice Mauro Monti, direttore del Consorzio - Dobbiamo dare in particolare supporto ai vivai di bietole, con derivazioni da ponte Reno e sifoni». Si tratta di supportare le operazioni di trapianto delle bietole portaseme che necessitano dei primi 20 centimetri di suolo bagnato per via naturale o con l’aiuto dell’irrigazione, proprio per non compromettere l’attecchimento della pianta. Operazioni che sono partite la scorsa settimana.
Il consorzio mette anche a disposizione un servizio antibrina, che in sostanza utilizza apporti irrigui per contrastare improvvisi abbassamenti di temperatura. «Al momento non ce ne sono stati in questa ultima parte dell’inverno, ma i timori restano anche perché l’evoluzione meteo non è prevedibile» spiega Monti. Sono soprattutto le grandi aziende vivaistiche, a partire dai colossi Salvi e Mazzoni, a richiedere questi servizi, visto che quel tipo di produzione precoce è la più fragile rispetto ai bruschi abbassamenti della temperatura.
Nuovi invasi
Dopo le ripetute prese di posizione dei vertici del Consorzio di bonifica, anche Coldiretti mette l’accento sulla necessità di interventi strutturali per combattere i cambiamenti climatici, a partire dalla siccità. «I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti. Non cambia di molto la quantità di acqua che cade ma il modo - argomenta Coldiretti Emilia Romagna dopo la riunione dell’Autorità di bacino del Po - Piogge più sporadiche e più copiose ci obbligano a essere pronti a raccogliere l’acqua quando arriva per usarla quando serve». L’aumento medio delle temperature è accompagnato dall’eccezionalità degli eventi atmosferici che è ormai diventata la norma e, sottolinea Coldiretti regionale, si manifesta con il rincorrersi di siccità e gelate, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal maltempo al sole. «Bisogna quindi farsi trovare pronti - conclude Coldiretti Emilia - realizzando nuovi nvasi che siano in grado di catturare e trattenere l’acqua quando arriva, in modo da poterla distribuire quando si presenta la necessità». —
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