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Fiscaglia, scuole senza plastica e compostaggio di comunità

Fabio Terminali
Fiscaglia, scuole senza plastica e compostaggio di comunità

Due progetti per ridurre la quantità di rifiuti, da coprire all’80% con fondi Atersir  Il sindaco: «Vogliamo essere un esempio e ridurre le tariffe alle famiglie»

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Il Comune di Fiscaglia punta con decisione all’innovazione in campo ambientale. Sulla base di due progetti, in partenza nei prossimi mesi: “Scuole plastic free” e “Compost kmzero”.

«Sono punti che facevano parte del nostro programma elettorale – dice il sindaco Fabio Tosi – e grazie a questi impegni intendiamo partecipare al bando Atersir che mette a disposizione fondi pubblici, coprendo l’80% delle spese. Per ciò che riguarda il compostaggio di comunità, vogliamo essere d’esempio per il nostro territorio e contiamo che ne risulti una riduzione notevole sulle tariffe. Ringrazio nel merito lo sforzo dell’assessore all’ambienta Alessandra Giaquinto».

le SCUOLE

L’obiettivo negli istituti scolastici (un nido, tre materne e due elementari) è “eliminare definitivamente dal processo di consumazione dei pasti qualsiasi componente in plastica che non sia pluriuso”, come si legge nel progetto.

In accordo con Camst, l’azienda appaltatrice del servizio di refezione, si doteranno tutti i plessi di stoviglie pluriuso e di aggiornare le lavastoviglie utilizzate. In questo modo è stato calcolato che si possano sottrarre dal ciclo dei rifiuti 2.346 chili di plastica ogni anno, pari al consumo di 25 persone. Non solo: con i dirigenti scolastici verrà concordata un’iniziativa che consenta ai bambini di riportare tra le mura di casa queste buone pratiche.

Tra cui rientra quello di sostituire le 10.800 bottiglie di plastica consumate ogni anno (e che corrispondono a 302 kg di Pet) con l’acqua del rubinetto: un’iniziativa simbolica, certo, ma di indubbio valore su cui si cercherà il sostegno dei genitori.

il COMPOSTAGGIO

Su questo versante l’obiettivo è “raggiungere il 25% di adesioni alla pratica del compostaggio domestico in due anni”. Attraverso attività informative e corsi rivolti ai cittadini, il coinvolgimento delle associazioni e la realizzazione di una compostiera statica da 10 tonnellate annue (una vera e propria “casetta”) da installare in via sperimentale a Valcesura e che sarà possibile utilizzare collettivamente dall’utenza autorizzata come un composter domestico privato.

Il tutto con la finalità di ridurre in modo significativo la quantità del rifiuto prodotto, abbattendo i costi di trasporto e i costi del trattamento per circa 28mila euro.

LE RISORSE e i benefici

I due progetti hanno una spesa totale di circa 48mila euro, che si intende coprire, come detto, con i contributi del bando Atersir fino a un massimo dell’80%.

Dal lato ambientale, si quantificano a regime un risparmio annuo di 318 tonnellate di rifiuti e una riduzione di emissioni di anidride carboniche di 50 tonnellate. —



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