Il restauro si fa complesso Ma in estate l’oasi risplenderà
In corso i lavori di manutenzione delle strutture allo scopo di migliorare la fruibilità I ponticelli pedonali sono più degradati del previsto: si rimette mano al progetto
Sono più complessi del previsto, ma procedono gli interventi di riqualificazione dell’Oasi Porticino Canneviè, uno degli angoli naturalistici più suggestivi del Basso Ferrarese. Una piccola valle salmastra (64 ettari) ricca di flora e avifauna: folaga, tuffetto, germano reale e airone sono tra le specie che si possono ammirare.
In programma c’è il miglioramento della fruibilità turistica e didattica, attraverso un intervento sia sulle strutture che consentono l’accesso ai punti più remoti, sia sui capanni di osservazione. Nel dettaglio, si punta a sistemare e mettere in sicurezza il percorso di visita di circa un chilometro e mezzo, a piedi ci si mette un paio d’ore. I ponticelli pedonali, le staccionate e i piccoli sentieri letteralmente sospesi nell’acqua saranno rimaneggiati. Ed è proprio qui che è spuntato qualche imprevisto in corso d’opera.
IL Piano RIVISTO
La ditta Verdest di Papozze, al lavoro sul posto dal dicembre scorso, nel corso delle operazioni di smontaggio dei ponti pedonali esistenti ha notato una diffusa marcescenza nei travetti longitudinali di appoggio delle tavole dell’impalcato, dovuta all’infiltrazione di acqua, oltre che nelle tavole trasversali. Si è inoltre rilevato il degrado delle strutture lignee di appoggio a terra delle rampe di accesso, instabili e dissestate a causa dell’umidità.
È quindi necessario rimettere mano al progetto, prevedendo la completa sostituzione, in 14 dei 17 ponti attualmente presenti nell’area, delle travi longitudinali in larice e della struttura dei parapetti laterali.
Mentre, al fine di non gravare sui costi, per i rimanenti tre ponti i lavori saranno più contenuti, eseguendo però le opere di ripristino con lo scopo di garantire comunque una completa sicurezza nel loro utilizzo.
costi e tempi inalterati
Ne consegue che con questa variante non si prevede alcun aumento di spesa dell’importo contrattuale: poco meno di 80mila euro, sui 177mila complessivi del progetto.
Risorse che la Provincia di Ferrara, ente proprietario dell’oasi naturalistica, ha incamerato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, veicolato dalla Regione e assegnato nel dicembre 2018 sulla base di un progetto della stessa Provincia presentato al Gal Delta 2000.
Resta immutato anche il termine stabilito da contratto per la conclusione delle opere, ovvero il prossimo 30 giugno. La data dopo cui si conta, anche grazie al rifacimento della cartellonistica e dei pannelli informativi, di veder “risplendere” l’oasi, importante relitto vallivo di un più vasto complesso di lagune costiere, che circondava l’Abbazia di Pomposa. Per la gioia dei turisti e degli appassionati di birdwatching. —
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