L’incertezza del mais La produzione copre metà del fabbisogno
Le filiere agro-alimentari sono in difficoltà Confagricoltura: meno investimenti sull’orzo
l’analisi
Claudio Mesini, presidente della sezione cerealicola di Confagricoltura Ferrara, analizza l’andamento dei prezzi e le intenzioni di semina per l’annata agraria per frumento duro, frumento tenero, mais e orzo. «A fine febbraio – dice Mesini – al Mipaaf, ministero delle politiche agricole, si è tenuta una riunione sulla filiera dei cereali le cui conclusioni si possono così riassumere: il frumento duro a livello nazionale ha registrato una previsione di semina di poco superiore a 1. 200. 000 ettari pressoché in linea con quella del 2019. Si registra un leggero aumento dello 0, 5% della superficie investita a grano duro dovuto ad un incremento nel sud e nelle isole (+2, 3%), mentre le variazioni segnano diminuzioni per tutte le altre aree geografiche con un – 10, 2% per quanto riguarda i nostri areali. Il frumento tenero mostra una percentuale positiva su base nazionale del 1, 1% trascinata dal nord est con un +6, 7% che, essendo l’area a maggior superficie (264. 150 Ha), compensa largamente le diminuzioni delle altre aree. Per quanto riguarda l’orzo – dice ancora Mesini – si rileva un calo degli investimenti omogeneo in tutta Italia, con una contrazione a livello nazionale pari a –5, 6% rispetto alla campagna precedente. Il mercato del frumento duro nei primi otto mesi della campagna 2019/2020, evidenzia un trend in aumento dei prezzi su tutte le tre principali piazze di scambio, attestandosi a valori fino a 283, 50 Euro/t sulla piazza di Foggia a metà febbraio. Il frumento tenero – prosegue Mesini – ha un trend in crescita, i prezzi di mercato hanno raggiunto a metà febbraio valori intorno ai 203, 5 euro/t sulla piazza di Milano, valori comunque inferiori alla campagna di commercializzazione precedente. Sempre a metà del mese scorso, l’andamento della campagna di commercializzazione per l’orzo segnava un trend in leggero aumento con valori massimi di 181, 50 Euro/t sulla piazza di Bologna».
Il presidente della sezione cerealicola di Confagricoltura Ferrara si sofferma anche sul mercato del mais che, dopo il crollo dei prezzi dello scorso dicembre, ha segnato valori in leggero recupero pari a 175, 50 euro/t sulla piazza di Milano e, a metà febbraio, di 176 euro/t su Bologna.
Oggi la produzione di mais a livello nazionale copre a malapena il 50% dei fabbisogni delle nostre filiere agro-alimentari che, avendo nei disciplinari l’utilizzo del mais italiano, si trovano in grande difficoltà. —
Andrea Tebaldi
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