Distrutte sei trappole per nutrie L’azienda: «Non se ne può più»
Raid animalista ai danni di una realtà agricola del Mezzano già colpita in passato Le gabbie ridotte in pezzi e gettate nei fossi. Montate appena una settimana fa
LONGASTRINO. Alcuni sconosciuti, che di sicuro non vogliono che si catturino le nutrie, hanno distrutto sei trappole. Sei gabbie fatte realizzate appositamente dalla Provincia di Ferrara, a spese dello stesso ente, e che erano state montate una settimana fa nella zona 4 del sud/est del Mezzano, a Longastrino.
Marchingegni in utilizzo all’azienda di Andrea Bersani, una nota realtà imprenditoriale agricola del paese, la stessa che nei giorni scorsi ha iniziato la piantumazione di bietoloni. Per salvaguardare il raccolto, il titolare ha posizionato le trappole sui camminamenti delle nutrie. Tuttavia qualcuno, incurante del danno economico arrecato soprattutto al mondo dell’agricoltura, ha pensato di tagliarle in quattro pezzi.
lavoro a rischio
«Domani (oggi; ndr) presenteremo denuncia ai carabinieri – annuncia Barbara Bersani, figlia del titolare del terreno situato appena oltre il ponte di legno di via Maè –. È incredibile che nel 2020 ci siano persone che non capiscano il danno che ci hanno fatto. Se, il prossimo anno, non avrò più la stessa quantità di bietoloni da piantare, cosa facciamo, mandiamo a casa gli operai? Non capiscono che noi, piazzando le trappole, difendiamo il nostro lavoro, il mangiare della gente e quindi anche di queste persone, perché anche loro mangiano con ciò che produciamo noi...».
L’intera famiglia ha mal digerito il raid animalista. Già in passato vennero distrutte gabbie per la cattura delle nutrie. In questo caso, poi, pur di ridurle in pezzi, hanno utilizzato un flessibile a batteria per tagliare il telaio in ferro.
«Venerdì mattina – aggiunge Barbara Bersani – le gabbie sono state controllate ed erano funzionanti mentre sabato non c’erano più».
Infatti, gli autori di questa bravata animalista, non solo le hanno rese inutilizzabili; i pezzi li hanno gettati nei fossi senza sapere che un domani, coloro i quali saranno demandati alla pulizia rischieranno la rottura dell’attrezzo agricolo. Ieri pomeriggio, Barbara Bersani assieme ai famigliari è andata sul posto per scattare alcune fotografie da corredare alla denuncia. «Ho anche avvisato Luca Simoni della Cia (e vicesindaco di Argenta; ndr) – conclude la donna – e mi è stato consigliato di sporgere denuncia ed è ciò che farò».
L’ORDINANZA SINDACALE
Per contenere o addirittura eradicare (come dice la legge, anche se è pressoché impossibile) la popolazione delle nutrie, oltre all’azione degli agricoltori con le trappole, nei giorni scorsi il sindaco Andrea Baldini aveva firmato poi una ordinanza per consentire ad alcuni coadiutori di intervenire con il fucile lungo alcune strade comunali. Strade asfaltate costeggiate da canali le cui sponde stanno cedendo, proprio per l’eccessiva presenza di tane scavate dalle nutrie. —
Giorgio Carnaroli
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