Fabbri: ferraresi “a norma”, in centro con buon senso
Per il sindaco vanno evitati assembramenti come l’altra sera in piazza Verdi. Questionario agli organizzatori di eventi: riprogrammazioni e soldi da reimpiegare
FERRARA. Ha passato l’intera domenica a cercare di «interpretare alcuni punti non chiari del decreto, come ad esempio quello sui pub», in connessione con gli altri sindaci dei Comuni capoluoghi rimasti fuori dalla zona rossa emiliana (Bologna, Ravenna e Forlì). Alan Fabbri, prima di entrare nelle questioni operative che toccano direttamente la vita dei ferraresi, vuole però lanciare due messaggi forti di tipo “politico”. La prima è diretta al governo, e in particolare al premier Giuseppe Conte: «Lo dico chiaramente, è una cosa assurda emanare un decreto alle 3 di notte dopo che per ore circolano bozze con il suo contenuto, innescando così comportamenti particolari da parte della popolazione. Un atto del genere da parte del presidente del Consiglio, su di un tema che riguarda la sicurezza nazionale, mi lascia molte perplessità». Il sindaco ci tiene invece a «ringraziare la Regione, in particolare l’assessore Paolo Calvano e il sottosegretario alla presidenza, Davide Baruffi, per il lavoro svolto assieme in queste ore. Quali sono i criteri che ci hanno escluso dalla zona rossa? Direi di tipo numerico, cioè i casi positivi non in assoluto ma in rapporto alla popolazione».
L’altro messaggio forte che Fabbri ha voluto lanciare è diretto ad Asl oltre che Azienda ospedaliera, «è opportuno un maggior coordinamento e un rapporto più diretto con i sindaci, per quanto riguarda il flusso informativo, attraverso l’Unità di crisi. È necessario ottenere tempestivamente le informazioni complete sui casi di positività».
Piano delle sospensioni. Sono destinati a saltare tutti gli appuntamenti fissati fino al 3 aprile, a partire dalla riapertura di Palazzo Schifanoia del 12 marzo. Le biblioteche «sono chiuse al pubblico, anche per la consultazione, mentre i dipendenti andranno comunque al lavoro: vedremo poi come gestire questa fase con gli strumenti a disposizione, anche di tipo informatico».
È comunque in corso di definizione un questionario che sarà inviato agli organizzatori di eventi di qualsiasi genere, ai quali sarà chiesto come intendono riprogrammare le loro attività e quali soppressioni sono già decise. «In questa maniera potremo contribuire al lavoro di ri-allestimento di un cartellone di avvenimenti, ma anche destinare altrove le risorse pubbliche non più utilizzabili» è la precisazione del sindaco.
Rispetto del decreto. Fabbri si dice «contento di come i ferraresi stanno reagendo alle restrizioni, vedo una grande serietà da parte degli esercenti: i locali si stanno mettendo a norma e non ci sono state sanzioni. Gli assembramenti come quelli dell’altra sera in piazza Verdi? È giusto che i ragazzi si trovino e si divertano, io stesso continuo a farmi vedere in giro, ma bisogna usare il buon senso e rispettare le indicazioni». —
Stefano Ciervo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
