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Ormai i gufi hanno casa sui pini dell’asilo «E sono un’attrazione»

D.B.
Ormai i gufi hanno casa sui pini dell’asilo «E sono un’attrazione»

A Ostellato i rapaci sono arrivati la prima volta nell’inverno del 2005 La volontaria: li fotografano in tanti, anche i birdwatcher diretti al Delta 

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la storia

E così nel giro degli anni sono diventati una vera e propria attrazione, in primis per i bambini dell’asilo parrocchiale “Colombani Navarra”, poi per gli ostellatesi in genere e per i tanti birdwatcher che fra le diverse tappe nel Parco del Delta inseriscono anche quella di Ostellato, dove da ormai una quindicina d’anni puntuali come sempre arrivano a stazionare una trentina di gufi. In pratica, i due pini che si trovano all’interno del parco dell’asilo sono ritenuti perfetti da questi rapaci per trascorrere i mesi più freddi, prima di proseguire il viaggio nelle vicine Valli del Mezzano dopo in primavera nidificano.

A curare questa che piccola colonia è da sempre Angela Bellini, dipendente della Cooperativa Atlantide (gestisce le Vallette di Ostellato, la Delizia del Verginese e l’Oasi di Bando), guida ambientale e, soprattutto, volontaria della Lipu (Lega italiana protezione uccelli): «Seguo questi gufi nella veste di volontaria - ci racconta -, d’altronde abito di fronte all’asilo e amando gli animali me ne occupo volentieri. Raccolgo tutti i giorni le borre, cioé quello che non viene digeriti dai gufi, e le mando alla Lipu a Roma per farle studiare».

attrazione

Come detto, ormai questi gufi sono una simpatica attrazione per tutti: «Intanto, questa non è una vera e propria colonia, in realtà viene definito roost, letteralmente un dormitorio. Qui i gufi dormono di giorno, mentre di notte vanno in giro a cacciare. Vengono qui tutti gli anni per passare i mesi freddi, evidentemente quei due pini in quella posizione permettono a loro di avere un clima più mite rispetto ad alberi in aperta campagna. Anche un grado in più fa la differenza. Poi, così come sono venuti, quando scatta la primavera se ne vanno tutti insieme».

I gufi, come tutti i rapaci, sono protetti dalla legge italiana. «Questi si chiamano gufi comuni - aggiunge la Bellini -, ma in effetti dalle nostre parti non sono così diffusi, fortunatamente da noi sì. E ora sono una vera e propria attrazione, sono tantissime le persone che vengono a fotografarli, cittadini comuni e birdwatcher che allungano un po’ il loro percorso a caccia di uccelli in tutto il Delta del Po».

polemiche

Attualmente, come detto, i gufi sono poco più di una trentina, ma in passato - precisamente nel 2016 - si arrivò a censirne ben 51, tutti “alloggiati” sui due pini del giardino dell’asilo parrocchiale.

Chi ha buona memoria certamente non avrà dimenticato le polemiche scoppiate quando i primi gufi arrivarono a Ostellato. «Tutto iniziò nel novembre del 2005 - ricorda ancora la Bellini -, incredibilmente questi gufi vennero considerati pericolosi dal punto di vista igienico, soprattutto per i bambini».

Anche La Nuova Ferrara raccontò questa vicenda con diversi fra articoli e interventi, compresi quelli della stessa Bellini e di Marco Dinetti, responsabile dell’ecologia urbana per la Lipu. Alcuni genitori degli allori bambini dell’asilo protestarono proprio per le presunte norme igieniche mancanti. «Eravamo arrabbiati - dice la Bellini -, perché nessuna istituzione di allora motivò la scelta di scacciare gli animali. Eppure, ripeto, non vi sono problemi di natura igienica perché pulisco personalmente ogni giorno, senza dimenticare che i bambini in questo periodo della stagione non vanno nel parco. Il mio parere è sempre stato che prevalesse la superstizione... comunque ora tutto questo è ormai passato, i gufi sono tornati subito e con l’attuale amministrazione comunale, la direttrice dell’asilo e la stessa parrocchia vi è accordo su tutto». —

D.B.

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