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sommossa nelle celle

Protesta in carcere a Ferrara, gravi danni alle strutture. Contuso un agente

Protesta in carcere a Ferrara,  gravi danni alle strutture. Contuso un agente

La protesta è scoppiata all'interno del penitenziario questa mattina. Materassi bruciati, spaccati vetri e tavoli. Un poliziotto si è ferito azionando un estintore. L'allarme è durato alcune ore, la mediazione ha avuto esito positivo nel tardo pomeriggio. Ieri un episodio analogo raccontato da un sindacalista del Sappe. In Italia le rivolte nelle carceri hanno causato finora sei morti

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FERRARA. Scatta la protesta anche nel carcere di  Ferrara. Verso le 11.30 di questa mattina (9 marzo) agenti di polizia sono stati richiamati al penitenziario a causa di una rivolta in corso. I reclusi  chiedono più garanzie per la tutela della salute, mantenimento della possibilità di poter incontrare i parenti e in genere migliori condizioni di detenzione. Durante la sommossa sono stati incendiati materassi e rotti vetri e tavoli. Sul posto è giunto anche il questore Cesare Capocasa.

La protesta di oggi è stata preceduta da un episodio avvenuto ieri verso le ore 16.30. "I detenuti ristrettì in una delle sezioni detentive hanno chiesto all’agente che si trovava nel posto di guardia della stessa sezione di poter uscire adducendo varie motivazioni, come la consegna di vestiario, di petizioni, rivelatesi poi solo dei pretesti per mettere in atto una protesta - questa la ricostruzione dell'episosio da parte di Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto e Francesco Campobasso, segretario nazionale - La stessa richiesta è stata fatta da altri detenuti che si trovavano nella sezione di fronte. Ciò ha insospettito  l’agente che ha evitato di esporsi, rimanendo all’interno del posto di guardia, mentre continuava a dialogare con un detenuto che, a quel punto, ha tentato di strattonarlo per farlo uscire. L’agente è riuscito a divincolarsi ed a contattare gli altri colleghi. Tutti i detenuti ristrettì nella sezione detentiva hanno iniziato una protesta e parlavano dei fatti di Modena". 

"La protesta è andata avanti e i detenuti hanno iniziato a rifiutarsi di entrare nelle stanze - prosegue il sindacalista - Nel frattempo si erano dotati di armi improprie e pretendevano di uscire dai reparti. Solo dopo una lunga opera di mediazione del personale e dei vertici dell’istituto la protesta è stata sedata e verso le ore 21,30 tutti sono rientrtati nelle stanze". 

La protesta sta dilagando in varie carceri italiane, dopo Salerno e Modena anche a San Vittore, Prato, Foccia, Secondigliano.

Su quella in corso a Ferrara si attendono notizie.

"I morti nelle carceri sono sei: tre sono morti prima del trasferimento al carcere di Modena, altri tre sono morti presso le carceri dove nel frattempo avevamo trasferito altri detenuti". Lo dice ad agorà Francesco Basentini, capo dell'amministrazione penitenziaria.
"Tutto è partito da Salerno, poi la rivolta ha seguito un tam tam su tutto il territorio italiano. Il motivo è legato alla richiesta di colloqui, si chiedeva che il personale medico restasse anche di notte coi detenuti", aggiunge Basentini.

 

 


 

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