Pub spenti per decreto Norma controversa «Da noi non vale apriremo lo stesso»
Le associazioni ferraresi vogliono chiarimenti dal Governo Confesercenti: subito aiuti perché siamo zona rossa economica
la situazione
Una “curiosa” categoria, quella dei pub, che dall’oggi al domani si trova in fuorigioco. Fino alla scorsa settimana avevano potuto proseguire la propria attività, ma il decreto di ieri li fa chiudere in tutta Italia, inserendoli fra le attività da sospendere insieme a scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e discoteche.
Una “curiosa” categoria perché per tanti sarebbe da equiparare ai fortunati bar e ristoranti, che sì devono obbligare i clienti a mantenere il metro di distanza l’uno dall’altro, ma comunque rimangono aperti «e almeno qualcosa si guadagna, sempre meglio che niente». E così qualcuno si attacca al codice della sua licenza e continua a rimanere aperto nonostante l’insegna “Pub”, rivelatrice dell’identità, e altri prudenti decidono di chiudere bottega, «tanto visto il contorno... è meglio fare così». E le associazioni di categoria intanto stanno cercando di informare al meglio i propri associati sulle misure da prendere, sulle questioni non chiare e ancora da capire, sottolineando sempre quanto siano fondamentali gli aiuti economici e sociali da parte del Governo, specie per le categorie più colpite come quelle del settore commerciale e turistico fondamentale per la città di Ferrara.
«È il tipo di licenza che conta – dicono convinti dal Collins Pub di Ferrara in via Padova – Noi siamo da questo punto di vista equiparati ai bar, quindi rimaniamo aperti. Naturalmente dovremmo mantenere fra i clienti la distanza di un metro e abbiamo già sistemato i tavoli del locale per far fronte alla situazione, ma rimaniamo aperti».
Stessa sorte pare per il Pub Wilson’s di corso Porta Mare, che annunciando l’apertura in serata, ieri pomeriggio accettava prenotazioni per messaggio: necessario lasciare il nome e numero dei presenti.
Qualcuno, che ha voluto essere prudente, ha optato per la chiusura: «noi per evitare qualunque tipo di problema abbiamo deciso di prenderci una pausa – dicono dal Red Pub di via Valle Isola a Comacchio – Peraltro siamo all’interno di un Centro di intrattenimento, e qua è chiuso anche il cinema e il bowling, tanto vale rimanere chiusi anche noi».
norme poco chiare
Per alcune categorie di associazioni comunque la questione pub non è così limpida, e qualche chiarimento sarebbe assolutamente necessario.
Se infatti per l’imprenditore ferrarese e vicepresidente nazionale di Fipe Confcommercio i pub sono da equipararsi a bar e ristoranti, per il direttore di Confesercenti, Alessandro Osti, «una norma deve essere spiegata e non certo interpretata. Per questo siamo in attesa di chiarimenti. Bisogna capire da un punto di vista giuridico cosa sia un pub».
necessari aiuti
E guardando proprio ai pub le associazioni di categoria riflettono su questi provvedimenti «sempre più restrittivi ma con i quali dobbiamo convivere – riflette Osti – Rimaniamo basiti di fronte a questi fenomeni e speriamo che questi provvedimenti vadano nella direzione giusta, speriamo che chi li ha presi lo abbia fatto per una giusta causa. Ma soprattutto – continua il direttore di Confesercenti – speriamo che dopo queste restrizioni siamo stanziati dei fondi per le imprese specie quelle che hanno sofferto di più. Quindi rispetteremo le prescrizioni perché la salute è importante, ma per i provvedimenti economici e sociali futuri ci auguriamo che non ci siano differenziazioni fra zone rosse e non. Perché la nostra provincia non è rossa dal punto di vista sanitario, ma lo è dal punto di vista economico e come tali dobbiamo essere considerati. Noto comunque che i clienti per esempio dei negozi stanno cominciando a seguire un approccio prudente, mantenendo le dovute distanze alle casse...dovuto anche al fatto che si sta instaurando una certa preoccupazione. Forse dovrebbero essere un po’ più rispettosi delle norme i giovani, ed evitare le aggregazioni durante le serate dedicate alle uscite». —
Giovanna Corrieri
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