Chiesa San Filippo Neri Via ai lavori di restauro Riapertura fra un anno
CENTO. Partiranno entro questo mese i lavori per il recupero post sisma della chiesa di San Filippo Neri, in corso Guercino. Un altro angolo di centro storico, insieme all’ex Ufficio del registro, si prepara così a riaprire le sue porte alle città. L’idea, lanciata dal parroco monsignor Stefano Guizzardi è di trasformarla, una volta recuperata, in museo degli arredi liturgici antichi. «Autorizzato il progetto, la Diocesi ha promosso il bando – spiega l’architetto Alberto Ferraresi, direttore dei lavori e progettista – e l’appalto è già stato affidato all’impresa vincitrice, che ha sede in provincia di Venezia. Da qui, il brivido che non potesse svolgere l’intervento, in quanto zona con restrizioni, ma è stato chiarito che sarà possibile il loro spostamento per espresse ragioni lavorative. L’avvio del cantiere non dovrebbe risentire della situazione».
IL CANTIERE
Tra fine marzo e i primi di aprile, l’inizio dei lavori che proseguiranno per circa un anno: «Le opere sono volte alla riparazione del danno causato dal sisma, i consolidamenti al miglioramento del comportamento sismico dell’intero complesso, costituito da chiesa, campanile e da alcuni spazi annessi. L’intervento finirà per coinvolgere anche parte dell’ex Ufficio del registro. I lavori infatti sono concordati anche col Comune di Cento, dal momento che coinvolgeranno entrambi gli immobili che in più punti si integrano vicendevolmente. Pur non trattandosi di un restauro completo, al termine dei lavori, gli spazi ritorneranno ad essere agibili ed utilizzabili».
LA SPESA
Ad otto anni dal terremoto, un’altra chiesa nel cuore di Cento si prepara quindi ad essere restituita alla comunità. All’interno non solo si potrà ancora celebrare, se ve ne fosse la necessità, ma anche svolgere attività della parrocchia di San Biagio (esposizioni temporanee, mercatini di beneficenza, catechismo). Nei progetti della parrocchia, l’idea di allestire un’esposizione di arredi liturgici antichi. L’intervento di recupero che verrà realizzato, ha un costo complessivo di circa 800mila euro (Iva compresa), mentre il contributo assegnato per le opere edili previste si aggira sui 600mila euro (oltre Iva). Qui le imprese invitate dalla Diocesi alla gara d’appalto hanno proposto ribasso. —
Beatrice Barberini
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