Disabili e anziani lasciati a casa Assistenza domiciliare difficile
Ferrara vuole un protocollo con i sindacati, a Cento monitoraggi telefonici. Delta: servizi limitati
Hanno passato gran parte della giornata di ieri in riunioni territoriali e poi in teleconferenza con la Regione, i sindaci e i responsabili dei servizi sociali del Ferrarese. Bisognava affrontare i molti problemi posti dalla decisione del presidente Stefano Bonaccini di chiudere anche strutture di accoglienza e assistenza essenziali per utenze a rischio, come i centri diurni per disabili, i centri per anziani e quelli socio-occupazionali. Al termine della giornata si può dire che l’operazione chiusura è quantomeno molto ben avviata, e già da oggi si potrà passare alla seconda parte dell’ordinanza regionale, cioè la messa in campo di servizi a domicilio in particolare per le disabilità gravi. Non sarà un’impresa semplice.
quadro variegato
L’assistenza è organizzata per Distretti sanitari, che sono tre. Il distretto che fa perno su Ferrara deve gestire solo nel comune capoluogo la chiusura di 9 centri diurni per anziani e disabili e 7 centri socioccupazionali per disabilità lievi, dove appunto di svolgono attività d’integrazione. La realtà più importante del settore, la Cidas, ha comunicato già ieri di aver completato le chiusure delle proprie strutture, «abbiamo bisogno di un’altra giornata per avere la certezza che tutti recepiscano l’ordinanza - riferisce l’assessore di Ferrara, Cristina Coletti - Il passo successivo sarà prendere contatto con Regione e sindacati per creare un contesto contrattuale che consenta agli operatori disponibili di andare a casa delle famiglie con disabili, in caso di loro richiesta». Nel contempo i servizi stanno studiando il protocollo per il servizio di educazione domiciliare per i minori disabili.
Nel Distretto centro nord «i servizi sociali hanno immediatamente provveduto a dar corso a una valutazione delle disponibilità di personale da parte dei gestori dei servizi e dei dispositivi di protezione individuale indispensabili per il contatto con un’utenza particolarmente fragile - spiega una nota del Comune di Cento - Dal canto loro, i centri diurni provvederanno ad un monitoraggio telefonico quotidiano per accertarsi delle condizioni degli utenti e di eventuali problematiche». Sono interessati il centro disabili “Pilacà” di Cento, con 23 posti accreditati; il socio-abilitativo “Airone” a Ospitale di Bondeno che ha 16 posti accreditati; e il diurno per anziani “Borselli” di Bondeno con 6 posti.
spesa e assistenza
Nel Delta hanno cominciato la riunione mattutina parlando di «spesa e farmaci da recapitare a casa agli anziani», diceva il sindaco Alice Zanardi, per continuare sui centri da chiudere e integrare. «Stiamo disponendo per la chiusura - diceva Angela Petrucciani, direttrice Asp Delta - e per riuscire ad attivare il servizio a domicilio dove ce ne sarà bisogno, magari dove entrambi i componenti della famiglia lavorano. È chiaro che non potrà essere garantito per l’intera giornata».
Sul territorio bisogna intervenire sul centro anziani di Codigoro (10 posti) e il Faro per disabili (25 posti), mentre a Comacchio c’è il Cso con 18 posti. —
Stefano Ciervo
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