Ferrara, in corsia aumenta la pressione. «Infermieri reperibili anche se di riposo»
La necessaria e rapida riorganizzazione di Cona crea qualche disagio. Boschetti (Fials): lavoratori disorientati, non tutti i “rinforzi” disponibili
FERRARA. Gli ospedali ferraresi sono (ancora) in seconda linea rispetto al fronte del virus, rappresentato da Lombardia ed Emilia occidentale, ma anche qui cominciano a farsi sentire gli effetti collaterali dell’epidemia. Carichi di lavoro, turni a nastro, necessità di tener dietro alle modifiche organizzative attuate comprensibilmente in gran velocità, per rispondere ad esigenze che si manifestano ora per ora. «Stiamo ricevendo continuamente telefonate di personale infermieristico e operatori socio sanitari disorientati e preoccupati per le richieste alle quali devono far fronte» spiega Mirella Boschetti, responsabile provinciale del sindacato Fials.
Il quadro
Tra domenica e ieri le preoccupazioni degli operatori sanitari del S.Anna erano concentrate sulla riorganizzazione della terapia intensiva aggiuntiva, per la quale viene chiesta una disponibilità volontaria del personale sui tre turni di lavoro (serve un infermiere ogni due pazienti). «La riorganizzazione che ne segue, con il recupero di personale negli altri reparti, ha comportato richieste di pronta disponibilità attivate con chiamate a casa - racconta Boschetti - Gli operatori chiedono cosa fare, perché si tratta di prestazioni che si sommano a quelle ordinarie. Il personale aggiuntivo? Nuovi arrivi ne sono programmati ma non tutti sono già effettivi, oggi (ieri, ndr) mi ha chiamato da Rovigo un operatore per informarmi che arriverà a Cona solo il 4 aprile. Si tratta di personale impiegato altrove, che va appunto spostato».
Ci sono nel frattempo da coprire le normali assenze per malattie e ferie. «Alcuni operatori oggi in riposo sono stati avvertiti di rimanere a disposizione per eventuali chiamate di emergenza, si tratterebbe di reperibilità non pagate» fa presente la sindacalista. Di tutti questi problemi organizzativi, derivati anche dai trasferimenti di pazienti da zone arancioni, si doveva parlare in un incontro con la direzione ospedaliera, programmato per la giornata di ieri, ma l’accelerazione imposta dal progredire dell’epidemia ha suggerito ai vertici del S.Anna di anticipare l’operazione, che si è svolta sabato scorso, «non sapevamo nemmeno che era stata allestita una camera d’isolamento a Copparo».
In tutto questo il sindacato autonomo rimarca almeno un risultato ottenuto, «siamo riusciti a far installare qualche giorno fa una lastra di plexiglass a protezione del personale del Centro prelievi» conclude Boschetti.
Il futuro
I “rinforzi” anche per gli Oss sono comunque in arrivo, in queste ore, ma i prossimi giorni di chi opera nelle trincee ospedaliere è tutto da decifrare. La sospensione e il rinvio degli interventi programmati, degli esami e delle visite non urgenti sta già cominciando a farsi sentire nei reparti non in prima linea sull’emergenza coronavirus (Pneumologia, Rianimazione, Terapie intensive in particolare), ma il reimpiego del personale dove ci sarà più bisogno, a partire dai medici specializzati, non è certo automatico né privo di controindicazioni. —
S.C.
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