Il Palio sospende prove e allenamenti Tra le ipotesi anche il maxi-slittamento
Riunione a Ferrara tra Comune e contrade Già giovedì si farà il punto sull’organizzazione
il caso
Il Palio ferma tutta l’attività delle contrade e ammette implicitamente di essere in pericolo, come non mai nella storia moderna che parte dal 1968. L’intero calendario degli eventi, che doveva partire già dal 22 marzo con il primo Omaggio al Duca. Questa prima parte delle manifestazioni preliminari è già saltata a causa del recente decreto governativo, il resto è in bilico e già a metà settimana si capirà se la macchina organizzativa sarà quantomeno avviata. Sul tavolo delle opzioni c’è anche il maxi slittamento dell’intero calendario di due o tre settimane, con la deadline della terza domenica di giugno per le gare in piazza Ariostea.
l’incontro
L’altra sera, fino a tarda ora, i rappresentanti delle contrade assieme al presidente dell’Ente Palio, Nicola Borsetti, e all’assessore Nicola Lodi, hanno messo assieme le prime impressioni. La nota conclusiva, pur nella sua essenzialità, lascia trasparire tutti i dubbi emersi al tavolo. C’è anzitutto una prima misura operativa, e piuttosto drastica: «Alla luce delle nuove disposizioni governative e regionali emesse nella giornata dell’8 marzo per l’emergenza coronavirus, si è concordata la sospensione di ogni attività di contrada (allenamenti, esercitazioni di sbandieratori, musici e figuranti)». Senza prove né allenamenti non è chiaramente possibile preparare le gare e il corteo storico, e già diverse contrade avevano cominciato a mandar fuori i propri sbandieratori: la decisione presa l’altra sera è quindi un indizio quantomeno di un rinvio, anche se le prove possono essere ancora recuperate.
La nota continua però con una parte ancor più rivelatrice: «È in programma giovedì prossimo (12 marzo) una nova riunione operativa dell’assessorato comunale assieme all’Ente Palio per valutare tutta la programmazione delle prossime settimane, coinvolgendo tutti i soggetti che si occupano delle attività già calendarizzate». Chiaro l’intento di allinearsi ai tempi delle decisioni governative, dipendenti dall’evoluzione dell’epidemia, perché le volontà locali potrebbero anche essere vanificate da ulteriori strette delle attività. Ci sono nel caso appalti e accordi da stringere. —
S.C.
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