Imprese ferraresi a due velocità L’export in calo e meno investimenti
I dati del 2019 evidenziano ancora una sofferenza Aumentano le società di capitale e la cassa integrazione
Nel 2019 è confermata la dicotomia nelle dinamiche delle principali forme giuridiche delle imprese ferraresi. Le sole società di capitale realizzano un saldo positivo a +196 unità, in crescita rispetto all’anno precedente (+181), mentre per tutte le altre forme giuridiche il numero di aperture è sempre inferiore alle chiusure, fatta eccezione per le cooperative (+1). Imprese individuali e società di persone registrano i saldi negativi peggiori. In particolare, secondo l’Osservatorio dell’Economia della Camera di Commercio di Ferrara, nel 2019 le imprese individuali registrano un saldo negativo pari a -417 unità (meno pesante solo rispetto al dato post terremoto del 2013); per le società di persone la differenza tra aperture e chiusure è stata di -114 unità (di poco più contenuta rispetto allo scorso anno -121).
Import e export
Nei primi nove mesi del 2019, le esportazioni regionali sono aumentate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+4,8%), ad un ritmo superiore a quello nazionale (+2,5%). La crescita tendenziale delle esportazioni italiane è sostenuta dagli incrementi delle vendite sui mercati esteri dell’area centrale, del Nord-est e dell’Italia meridionale. Ferrara registra una battuta d’arresto contrariamente a quanto avviene a livello regionale e nazionale, riducendo al 3,6% la propria quota sull’export dell’Emilia-Romagna. Calano anche le importazioni provinciali.
Cassa integrazione
Nel 2019 le ore autorizzate di cassa integrazione a Ferrara sono aumentate del 30%, trend registrato a livello nazionale (+20,2%) e in regione (+38,4%). Complessivamente sono state richieste dalle imprese ferraresi poco più di 2 milioni di ore, circa 500mila in più rispetto allo stesso periodo del 2018, prevalentemente di Cig straordinaria, il cui incremento relativo risulta a tre cifre. In questo caso, il settore che ha richiesto più ore rimane l’industria meccanica (1,1 milioni di ore, più dei tre quarti), per solidarietà, che rappresenta anche la principale tipologia della straordinaria (l’82%). Per quanto riguarda invece l’altra componente, quella per riorganizzazione, è la chimica il settore che concentra la quasi totalità delle ore (143mila su 168mila nell’industria e 76mila nel commercio). A giugno e luglio è stata utilizzata anche la deroga, circa 27mila ore concentrate tra imprese artigiane (circa 15mila ore, soprattutto in meccanica e installazione di impianti) e commercio (poco più di 12mila ore), con un trend contrario agli altri ambiti di riferimento. La contrazione registrata a Ferrara per l’ordinaria si rileva sia nell’industria manifatturiera, in prevalenza nelle imprese meccaniche (che ne rappresentano circa il 75% del monte ore), che nell’edilizia.
Qualità del credito
Al 31 dicembre 2019, il tasso di deterioramento del credito per le imprese si ferma all’1,4%, con un trend in miglioramento solo per le costruzioni che registrano comunque il tasso più elevato. Peggiora l’indicatore per l’industria manifatturiera. Il tasso di ingresso in sofferenza registra qualche riduzione, fatta eccezione che per le imprese dell’industria. L’indice più alto tra i settori è sempre quello riferito alle imprese edili, inferiore però al dato regionale.
Investimenti
Il 42% delle imprese del campione ha realizzato nel 2019 investimenti, quota inferiore di oltre dieci punti al dato riferito all’anno precedente (53%) e più bassa all’incidenza regionale (44%). Aumenta la quota del campione che ha investito meno, passando dal 5% al 12%, ma circa i tre quarti di chi ha investito, lo ha fatto con più risorse. —
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