Mesola in aiuto al Comune Il soccorso non è solo “verde”
Dipendente a tre ore settimanali si occuperà di pubblicazione e trasparenza L’opposizione: c’è la copertura finanziaria? Manca il parere del revisore dei conti
JOLANDA DI SAVOIA. Non è solo “verde” il soccorso al Comune di Jolanda. Infatti, non solo Ferrara (e a breve Copparo) stanno intervenendo a supporto dell’amministrazione jolandina, la quale si trova a dover fare i conti con la riduzione del personale (fra dimissioni e pensionamenti) e l’impossibilità di poter assumere, in quanto il bilancio del Comune è ingessato dal piano quindicennale di riequilibrio finanziario.
Ultimo in ordine di tempo l’incarico affidato alla dottoressa Cristina Mantovan, dipendente del Comune di Mesola. Per tre ore settimanali si occuperà di obblighi di pubblicazione, pubblicità e trasparenza, guarda caso alcune delle carenze lamentate nel corso degli anni dall’opposizione, spesso nell’impossibilità di poter accedere a tutti i documenti. Il costo complessivo (dall’1 marzo al 31 dicembre) è di 2.168,93 euro. Aiuto che arriva dunque da un’amministrazione di centrosinistra ma, come spiega senza troppi fronzoli il sindaco Gianni Padovani, «ritengo doveroso aiutare un collega sindaco in difficoltà».
la protesta
La situazione resta però critica, come segnala Gabriella Dellacecca, capogruppo dell’opposizione: «Basterebbe visitare gli uffici del Comune di Jolanda per rendersi conto che il personale a tempo indeterminato è ormai ridotto all’osso (5 unità dall’1 aprile) e che sono ormai tutte esterne e precarie, figure tanti essenziali quanto quelle dei responsabili dei vari settori (6 unità esterne oggi, 7 laddove arrivasse un agente di Polizia locale, posto vacante dal 2018). Un’amministrazione per essere efficiente, economica ed efficace, “deve” avere organizzazione solida, stabile, con un buon livello di specializzazione e valorizzazione delle professionalità. Deve garantire rispetto dei lavoratori e della qualità dei servizi ai cittadini. Personale da anni “in prestito”, anche con conferme mensili, non garantisce di certo tutto questo e non mette in pratica quanto previsto dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale perché, non dimentichiamolo, Jolanda è un Comune in predissesto. Le assunzioni di cui stiamo parlando sono state sottoposte al parere obbligatorio del revisore dei conti, visto che agli atti non sono allegati? La copertura finanziaria è davvero garantita? Potremo pagare i lavoratori in prestito e/o gli enti che ce li concedono? Faremo altri debiti come in passato abbiamo fatto per identico motivo, senza poi saldare il dovuto? Rammentiamoci che abbiamo una capacità di pagamento che ci pone all’ultimo posto in provincia; ci sono pagamenti inevasi dal 2018. E il nostro ente ha adempiuto agli obblighi di legge che consentono di dar seguito ad assunzioni, scavalchi extraorario, convenzioni…?».
«Ma dispiace, soprattutto - aggiunge Dellacecca -, che per ragioni meramente politiche e incapacità delle amministrazioni attuale e passata di Jolanda, le continue richieste di personale ad altri Comuni, vedi Copparo e Ferrara, vadano a pesare e creare ulteriori difficoltà su realtà in cui i sindacati rappresentano precarietà, difficoltà per tagli al personale, tagli ai servizi e disservizi. E ormai il Comune di Mesola potremmo dire che si è trasferito a Jolanda o viceversa, infatti abbiamo “in prestito” il responsabile finanziario, l’incaricato agli obblighi di pubblicazione, pubblicità e trasparenza, il segretario comunale e... il nostro vicesindaco/assessore al bilancio che là presta opera di lavoratore dipendente». —
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