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Scuola, didattica a distanza con difficoltà tecniche

Giovanna Corrieri
Scuola, didattica a distanza con difficoltà tecniche

I presidi di Ferrara sono soddisfatti della risposta di insegnanti e studenti «Ma non tutte le famiglie hanno dimestichezza con gli strumenti online

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L’obiettivo è «colmare il buco», mantenere il contatto con i ragazzi e non far «perdere loro il filo». Poi come in ogni normale classe ci sono sempre studenti distratti, o che i compiti non li fanno... e online le situazioni si ripresentano, cambia poco. E così la scuola a distanza che in questi tempi di emergenza coronavirus è diventata l’unica soluzione presenta da un lato i problemi di sempre e, dall’altra, quelli tecnici e imprevedibili tipici di procedure mai provate prima, o quasi. Nel complesso comunque i presidi degli istituti ferraresi sono soddisfatti della reazione dei propri docenti: tanti infatti si sono messi all’opera per far sì di garantire una buona didattica ai propri allievi, insegnando quando necessario anche ai colleghi come utilizzare al meglio gli strumenti informatici. Resta la difficoltà di alcune famiglie di approcciarsi ai mezzi tecnologici, specie per quelle con figli piccoli.

presenza insostituibile

E resta il fatto, concordano i presidi, che «la presenza a scuola, il poter accertare la comprensione degli studenti, è insostituibile». Per questo forse il dirigente scolastico dell’Aleotti, Francesco Borciani, pur apprezzando gli strumenti a distanza e l’impegno dei propri insegnanti, ha scelto di non insistere particolarmente, per esempio, nell’utilizzo di strumenti tecnologici: «piuttosto spingo perché gli insegnanti si facciano vivi con i ragazzi – racconta il preside – perché l’importante è tenersi in contatto e non perdere del tutto il filo. per questo è sufficiente il registro elettronico, che permette di caricare video, link e compiti sui quali è possibile intervenire poi a distanza». Qualcuno però pare essere già scomparso dai radar: «ci sono studenti che non rispondono e stiamo cercando di capire se sono solo distratti e se hanno problemi con gli strumenti elettronici – precisa il preside – Stiamo comunque contattando le famiglie per telefono e gli amici di questi ragazzi per raggiungerli forse più facilmente».

All’istituto Copernico Carpeggiani all’emergenza si erano inconsapevolmente preparati in tempi non sospetti, quando un paio di anni fa è cominciato il percorso sperimentale quadriennale che si basa proprio sull’e-learning: «è stato un grande aiuto – ammette il dirigente scolastico Roberto Giovannetti – siamo così favoriti in un certo senso anche dal fatto che i nostri insegnanti adoperano questi strumenti già da tempo, e stanno facendo attività di formazione a tutti gli altri insegnanti». E così in questi giorni a tutta la scuola è stata estesa questa modalità di insegnamento. E gli studenti, sebbene alcuni abbiano problemi di connessione, specie chi abita dove le condizioni wifi non sono ottimali, sono «motivati – dice il preside – è come se l’emergenza avesse tirato fuori una nuova motivazione nei confronti della scuola. Sembrano tutti pronti a fare di più e in fretta, sia gli studenti che i genitori».

E di questi i più impegnati in questo periodo sono quelli con figli alle medie e alle elementari, alle prese con il caricamento di materiali didattici «che spesso viene fatto dal telefonino e che alla fine risulta illeggibile – considerava il vicepreside dell’istituto comprensivo di Codigoro Giuseppe Castiglione – Stiamo usando infatti prevalentemente il registro elettronico, caricando compiti, consigliando letture... ma non c’è niente meglio della didattica in presenza, anche per essere al corrente di quanto l’allievo ha effettivamente capito». —

Giovanna Corrieri

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