Il garante: fermare i disordini «Più sostegno ai detenuti»
Marighelli: la situazione che si sta consumando in questi giorni è gravissima Occorre dare un’adeguata possibilità di comunicare con i congiunti
All’indomani della sommossa dei detenuti durata sei ore e di cui è stata protagonista la casa circondariale di via Arginone, e per la quale si è parlato di spirito di emulazione nei confronti di altri detenuti sparsi in altri carceri d’Italia, come Modena e Bologna, interviene il garante regionale dei detenuti Marcello Marighelli.
«Non è questo il tempo di interrogarsi in merito a eventuali profili che possano aver contribuito a far degenerare la situazione – dice il garante dei detenuti – ma s’intende ora lanciare un deciso e accorato appello per l’interruzione dei disordini, prima che le conseguenze si aggravino tragicamente».
Marighelli sottolinea anche che «resta ovviamente centrale la questione delle misure di prevenzione del contagio da assumere nel contesto penitenziario rispetto alle quali dovrà essere veicolata una corretta e puntuale informazione nei confronti delle persone detenute e la relativa adeguata possibilità di comunicare con i congiunti».
Il garante regionale Marighelli considera anche la necessità di alcuni interventi: «pare anche opportuno iniziare a valutare iniziative per l’adozione di misure di sostegno per le persone detenute indigenti, affinché abbiano aiuti economici per contattare le famiglie. S’intende, infine, esprimere – aggiunge il garante – vicinanza agli operatori dell’amministrazione penitenziaria, delle Forze dell’ordine e dell’Ausl. La situazione che si è consumata a Modena – ricorda per esempio Marighelli – con la tragica perdita di vite umane, e che ancora si sta consumando in alcuni istituti penitenziari emiliano-romagnoli è gravissima. Per ora, è questa l’emergenza». —
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