«Per quale motivo sta viaggiando?» I controlli dei carabinieri a Ferrara
Dal parcheggio vicino alla piscina. Poi i militari arrivano in Piazza Travaglio per alcune verifiche in un bar. Il titolare «Tempi duri, ma necessari»
L’emergenza Coronavirus non modifica soltanto le nostre abitudini, ma anche il modus operandi delle forze dell’ordine. Prendiamo i carabinieri, ad esempio. Ieri, Ferrara, ore 10, parcheggio della piazzola “attaccata” alla piscina (in ristrutturazione), nella via omonima.
quattro militari
Due pattuglie, per un totale di 4 militari, presidiano il posto. Paletta dell’alt in mano. La classica, storica formula del “patente e libretto”, viene modificata ed adeguata ai nuovi tempi di emergenza Coronavirus: “patente e libretto”, poi “scusi, per quale motivo sta viaggiando? ” . Evidente la ratio dei controlli: verificare, accertare che l’automobilista controllato si stia attenendo a quanto disposto dal Governo in materia di mobilità delle persone. Controlli, verifiche, accertamenti che, pur senza concedere nulla al pressapochismo, vengono intelligentemente condotti con buon senso, quello che nel codice civile si chiama “diligenza del buon padre di famiglia”. Una diligenza protesa verso un obiettivo da cui non si può prescindere: svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi, utilizzando, appunto, il massimo del buon senso. Per non creare inutili allarmismi. Che sarebbero in questi giorni quantomai controproducenti. Anche per questo il posto di blocco istituito dall’Arma, qui in via Bacchelli, potrebbe essere preso come esempio per tutti gli altri, in condizioni “normali”. Una, due, tre, quattro auto. L’alt dei carabinieri è perentorio, adeguata è la manovra degli automobilisti, i quali accostano in buon ordine.
Uno degli altri fronti tenuti sott’occhio dalle forze dell’ordine è quello dei locali, nel caso di ieri mattina si tratta di un bar, dove sono diverse le norme da rispettare: almeno un metro di distanza tra una persona e l’altra, niente colpi di tosse o starnuti vicino ad altri, utilizzo di salviette o fazzoletti rigorosamente monouso. Oltre, anche in questo caso, al buon senso che aiuta sempre ed è sempre necessario.
al bar
Ecco allora che le due pattuglie, dopo circa una oretta di controlli in Via Bacchelli, ripartono per raggiungere, questa volta, Piazza Travaglio/angolo Porta Reno, ed entrare nel bar che ha le vetrate proprio sulla piazza e sul corso: è il Caffè Italiano, titolare Loreno Ghedini. «Non c’è tanto da aggiungere – dice Loreno –, siamo giustamente interessati da questi provvedimenti adottati dal Governo e occorre fare le cose come prescritto. In questo senso l’unica cosa saggia – spiega ancora il titolare – è quella di tenere le distanze richieste e applicare tutte le direttive che il presidente del Consiglio ha dato col suo decreto». I carabinieri ringraziano e se ne vanno. L’atmosfera, anche grazie alla pulizia che caratterizza questo locale, è di relativa serenità. —
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