La Nuova Ferrara

Ferrara

cento 

Coccinella Gialla limita i servizi Seguiti i 38 ospiti, stop al resto

Beatrice Barberini

3 MINUTI DI LETTURA





«Per l’assistenza a domicilio di persone con disabilità e famiglie che ne abbiano la necessità, Anffas Cento è pronta a fare la sua parte. Ma dalla Regione servono provvedimenti chiari e risorse certe». Con i suoi 38 ospiti, il centro socioriabilitativo residenziale Coccinella Gialla gestito da Anffas Cento prosegue l’attività, con tutti i dipendenti, operatori sociosanitari ed educatori, e il servizio d’ufficio. Ma, come spiega la presidente Giordana Govoni, «per far fronte all’emergenza, sono stati introdotti alcuni provvedimenti proprio per evitare assembramenti e a tutela di chi vive nella struttura. Sono state annullate le uscite socializzanti esterne dei nostri ragazzi, mentre sono state incrementate le attività quotidiane all’interno della struttura. I familiari possono far visita solo una volta alla settimana nel limite di una sola persona. Abbiamo sospeso le attività laboratoriali del pomeriggio, dedicate agli esterni, circa 80 persone con disabilità che nella settimana arrivano nella struttura da tutto il territorio. I nostri operatori sono tutti al lavoro, osservando le prescrizioni e le tutele imposte da Governo, mentre è stata sospesa l’attività di volontari e servizio civile, come i tirocini. Annullati eventi, come lo spettacolo teatrale di fine marzo alla Pandurera e la gara sugli sci a Livigno».

servizio assicurato

Pur non avendo all’interno un centro diurno, Coccinella Gialla e Anffas ritengono fondamentale dare una risposta alle famiglie che oggi hanno la necessità di assistenza. Da qui, la decisione della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish) a cui fanno capo le associazioni di rilevanza nazionale, proprio come Anffas Onlus, Angsa e Fand, di scrivere alla Regione Emilia Romagna per affrontare questo momento di emergenza Covid-19. «La lettera – spiega Govoni - contiene le richieste che come associazione di persone con disabilità vogliamo vengano poste all’attenzione di chi ci governa». Una lettera fa seguito a un’altra comunicazione che Anffas e Fish hanno mandato alla Regione domenica scorsa “quando ancora non erano state emesse direttive per la sospensione delle attività dei centri diurni. Nell’ordinanza della Regione dell’8 marzo sono state recepite le nostre richieste».

Massima disponibilità di Anffas ad attivare assistenza e servizi a domicilio, ma non senza precise indicazioni: «Nella lettera inviata oggi (ieri; ndr) alla Regione, chiediamo l’istituzione di unità speciali atte a garantire nell’intero territorio regionale l’erogazione di prestazioni sociosanitarie a persone con disabilità che presentino condizione di particolare gravità o necessità anche con l’impiego di idoneo personale, avvalendosi delle strutture già disponibili anche se temporaneamente chiuse, adottando il rapporto 1:1 ma permettendo il rispetto della distanza sociale indicata nell’ordinanza».

Dopo la chiusura delle attività dei centri diurni, la richiesta è «veder garantite le risorse per le prestazioni domiciliari, in sostituzione delle attività dei centri diurni. Noi di Anffas Cento diamo la nostra piena disponibilità. Si deve subito considerare la necessità di emanare provvedimenti utili o opportuni per evitare che l’intero carico assistenziale ricada sulle famiglie. Servono tutele agli operatori, ma pure che i datori di lavoro possano autorizzare modalità di lavoro agile». —

Beatrice Barberini

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google