«Già 80 aziende ferraresi verso la cassa integrazione»
Associazioni di categoria e sindacati firmato il protocollo per ottenere la Cig mentre la Regione ha già pronto un fondo di 40 milioni
È l’altra faccia della crisi del coronavirus, l’economia in ginocchio, a Ferrara soprattutto nei settori di commercio e turismo: «Finora abbiamo già raccolto le richieste di cassa integrazione in deroga di decine e decine di aziende. Quante? Tra 70/80 ed è solo l’inizio», spiega Alessandro Osti , direttore provinciale, ricordando che «nemmeno ai tempi del terremoto accadeva questo, ci si era fermati ad una decina». La buona notizia che commenta Osti stesso è quella della firma dell’accordo di ieri mattina, sottoscritto da associazioni di categoria e sindacati per dar via nel più breve tempo possibile alle procedure per la cassa integrazione in deroga per aziende addetti e dipendenti. Il protocollo di intesa straordinario firmato ieri da Confesercenti, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil hanno è una sorta di verbale di accordo che potrà essere utilizzato dalle aziende del commercio, del turismo e dei servizi per accedere alla cig in deroga prevista per fronteggiare l'emergenza coronavirus. «Quello che possiamo dire che tutta la procedura è stata semplificata con un prestampato prestabilito ed ora raccogliamo tute le istanze delle aziende per attivare la cig e permettere all’intero settore di commercio e turismo di non piegarsi, vista la continua evoluzione di un problema di cui non si risce a capire la fine» ribadisce Osti. Il protocollo siglato ieri definisce soprattutto, spiegano i sindacati, «anche la modalità di invio e sottoscrizione dell'accordo on-line come la modalità ordinaria fatti salvi accordi territoriali fra le parti che potranno prevedere - se ve ne fossero le condizioni - anche la possibilità di accordi territoriali a cui la singola azienda dovrà, in tal caso, esplicitamente aderire». Insomma in questo modo, sindacati e associazioni di categoria forniscono un vademecum per accedere agli ammortizzatori in deroga, in attesa delle modalità operativa che la Regione Emilia-romagna dovrebbe approvare a breve. A Ferrara, anche Massimo Rondina di Filcams conferma l’avvio della raccolta della documentazione «sono tantissime le richieste» e la difficoltà del momento «la situazione cambia di ora in ora. Certo il settore è in estrema difficoltà».
La prima dotazione economica dovrebbe essere quella di un fondo di 40 milioni che la Regione Emilia Romagna si appresta a finanziare, a breve, ma i tempi tecnici non si conoscono, spiegano gli addetti ferraresi, interpellati. Ora non resta che attendere il provvedimento della Regione: «Lo attendiamo con fiducia per procedere celermente con le richieste, auspicando che la dotazione prevista, di circa 40 milioni di euro, riesca a soddisfare tutte le necessità dei nostri settori», chiude il presidente di Confesercenti regionale, Dario Domenichini. —
D.P.
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