Ferrara, l’Asl recupera 250 posti ospedalieri. Sant'Anna, venti sanitari in quarantena
In caso di particolari necessità il ruolo di ospedale “Covid” sarebbe riservato alla struttura del Delta
FERRARA. Venti tra medici strutturati, specializzandi e infermieri in quarantena, più due pazienti in isolamento precauzionale. La presa in carico da parte del Sant’Anna di una paziente anziana, di Ferrara, originariamente ricoverata per motivi diversi dall’infezione da Coronavirus, ha lasciato una traccia anche nei registri dell’Ufficio personale dell’ospedale di Cona. Con il risultato del tampone (esito positivo), infatti, tutto il personale e anche la degenza che sono giunti a contatto e hanno condiviso spazi con la paziente contagiata hanno dovuto assentarsi dal lavoro per motivi precauzionali: qualcuno si trova a casa solo per qualche giorno, una decina di operatori invece dovrà osservare la quaratena e sottoporsi a controlli più approfonditi.
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TRE OSPEDALI PIU' CONA
L’evoluzione della curva dei pazienti positivi e dei ricoveri, ancora in crescita in tutta la regione, ha reso necessaria la predisposizione di piani operativi che consentano la moltiplicazione dei posti letto, se la situazione dovesse avvicinarsi alla saturazione degli ospedali principali (hub) di Ferrara e Bologna (Bellaria, Sant’Orsola, San Giovanni in Persiceto). L’azienda Usl ha messo nero su bianco la dotazione di posti e le soluzioni per il progressivo adeguamento alle necessità se l’emergenza dovesse assumere la piega peggiore. Il presidio ospedaliero del territorio - uno dei tre gestiti dall’Asl tra Cento, Lagosanto e Argenta - che sarà destinato ad assumere il maggior carico legato all’emergenza è l’Ospedale del Delta. Sono 474 i posti letto presenti nei tre presidi ospedalieri: 210 a Lagosanto, 109 ad Argenta e 155 a Cento. Ai quali si aggiungono i circa 710 posti letto dell’ospedale Sant’Anna e i 181 nelle due case di cura accreditate (Salus e Quisisana, a Ferrara).
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I PAZIENTI "SOSPETTI"
Per i casi “sospetti” (in attesa di esito) o per i pazienti affetti da polmonite sono state predisposte stanze al Delta, ad Argenta e la postazione mobile di Cento (vedi articolo). Per le persone con sintomi lievi o assenti scatta il rinvio all’isolamento domiciliare; per chi non può rientrare a domicilio sono allestiti 13 ambulatori nella Casa della Salute di Bondeno e 4 ambulatori nel centro di via Verdi a Tresigsallo. Il paziente che necessita di ricovero viene ospedalizzato nei reparti di medicina di Cento, Argenta e Lagosanto.
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Per i pazienti in quarantena o positivi al test Coronavirus che non possono rientrare a domicilio sono state previste 11 stanze di isolamento (1 in Cardiologia al Delta, 1 in Medicina o Lungodegenza post-acuzie ad Argenta, 5 stanze in Chirurgia a Cento, 1 stanza nella Casa della Salute di Copparo, 3 stanze nella Residenza San Bartolo di Ferrara. La ricezione dei pazienti da ricoverare in reparti per acuti è prevista nei tre stabilimenti, con la possibilità di concentrare i ricoveri al Delta che ha 59 posti di Medicina. In caso di ulteriore necessità sono stati individuati 76 posti aggiuntivi (19 a Cento, 8 ad Argenta, 12 al Delta, 12 alla Quisisana, 25 nella Salus). Queste strutture possono essere utilizzate anche per ospitare pazienti in uscita dalla Pneumologia di Cona. Per rispondere a ulteriori esigenze, la sospensione dell’attività chirurgica, compresa quella programmata, consente di recuperare altri 127 posti (8 al Delta, 18 all’ospedale di Argenta, 58 all’ospedale del Delta, 43 nella Casa di Cura Salus).
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SCENARIO PIU' NEGATIVO
In caso di esaurimento dei posti al Sant’Anna e negli ospedali dell’area metropolitana (Bologna) si potrebbero creare le condizioni per destinare verso uno stabilimento “dedicato” i pazienti Covid positivi (Argenta non ha la Terapia intensiva, Cento è sede di punto nascita). Se si verificherà questa condizione saranno riservati 6 posti di terapia intensiva, 4 di terapia semintensiva, 6 cardiologici ma con “destinazione pneumologica” grazie all’uso di appositi ventilatori, 6 posti in Osservazione breve intensiva. L’attività chirurgica verrebbe potenziata, di rimbalzo, a Cento. La riorganizzazione richiederebbe 64 unità di personale in più: 8 medici, 38 infermieri, 14 oss, 4 autisti. —
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