Locali irregolari, gente fuori senza motivo
Scattano sette denunce, verifiche sui lombardi ai Lidi, segnalata “messa” tra nigeriani. La mappa dei controlli nel Ferrarese
Il pensionato 72enne, a Lido Estensi, invece di stare a casa era uscito per recarsi a vedere un’auto da un concessionario locale. E che dire di quattro cittadini stranieri, a zonzo per Portomaggiore, che non hanno saputo giustificare la loro presenza in piazza del paese: tutti denunciati come prevede il decreto coronavirus, per non aver rispettato il decreto stesso, il principio di restare a casa, per evitare il contagio. In tutto sono state 7 le denunce di Carabinieri e polizia dopo i controlli di ieri: tra queste anche un barista cinese a Portomaggiore che ha chiuso il suo locale dopo le 18 e il gestore di un bar a Ferrara che invece lo ha aperto alle 5 di mattina.
Controlli nella chiesa
Poi nella serata di ieri, altri controlli, in una chiesa adibita al culto tra nigeriani, in via del Lavoro, in città: erano assembrate 15 persone – assolutamente vietato dal decreto – e così Polizia e carabinieri sono intervenuti e dopo la segnalazione si valuteranno i provvedimenti del caso. Ancora controlli, questa volta a Cento, dove i vigili hanno segnalato alla prefettura un negoziante che non ha rispettato le regole, e per lui scatterà la chiusura dell’attività.
Turisti non per caso
È stato lo stesso prefetto Michele Campanaro a sollecitare i sindaci perché i vigili siano impegnati sui controlli delle attività commerciali. Verifiche in corso su cittadini lombardi che sono tornati nelle seconde case ai Lidi: potrebbero aver violato il decreto di domenica, andrà verificata la data di arrivo, e comunque costituiscono un piccolo bacino su cui accendere un’attenzione d’ordine sanitario. Il dispositivo messo a punto per verificare il rispetto della stretta sugli spostamenti contenuta nel decreto di domenica 8 marzo, con l’attenzione inizialmente rivolta ai confini con Mantova e Modena, è stato presto rimodulato, per l’estensione delle misure più rigide a tutta l’Italia. Un’ordinanza firmata dal questore su indirizzo del prefetto, indica una suddivisione geografica e di specialità per i controlli.
Le aree della movida
Agli agenti di polizia è affidato il contesto urbano, e di sera le aree della movida in particolare, mentre i carabinieri terranno sotto controllo soprattutto il resto della provincia; nelle stazioni ferroviarie opereranno gli agenti della Polfer, la Polizia stradale fermerà auto ai caselli e lungo la viabilità principale, nelle centinaia e centinaia di chilometri della rete secondaria saranno in campo anche gli agenti della polizia provinciale, mentre la Finanza e i vigili si occuperanno di verificare il rispetto delle regole da parte delle aziende. Che saranno anche più rigorosi di quelli rivolti ai cittadini: l’approccio con le persone comuni sarà anche di spiegazione, chi conduce un’impresa non potrà accampare scuse. I militari dell’operazione Strade sicure non sono coinvolti, restano a presidiare il Meis che, anche chiuso, resta un obiettivo sensibile. Se dovesse servire, il Prefetto potrà far arrivare rinforzi e militari, ma non delle di Strade sicure.
PASSANTI E NEGOZI
Le verifiche messe in campo riguardano non solo il rispetto del decreto Conte, ma anche le norme aggiuntive contenute nell’ordinanza Bonaccini in vigore da ieri: l’estensione del coprifuoco serale e notturno (chiusura dalle 18 alle 6) anche per pizzerie al taglio, gelaterie, piadinerie ed ogni altro punto vendita di alimenti e bevande, la chiusura di ogni tipo di attività di ristorazione e di bar nel fine settimana e lo stop ai mercati settimanali salvo che per i banchi alimentari.
Infine i controlli a campione, senza posti di blocco, verso chi verrà trovato in giro: le autocertificazioni presentate per motivare lo spostamento verranno passate scrupolosamente al vaglio. –
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