Aziende ferraresi alla prova-decreto E le maschere da lavoro scarseggiano
Alle Officine Barbieri stanno finendo le protezioni. Controlli ai camion al Polo Chimico, smart working a Basell
Le aziende si adeguano, e a volte anticipano, le direttive anticontagio, assumendo accorgimenti per eliminare o ridurre al minimo i contatti, rispettare la distanza di sicurezza di un metro e sanificare i bagni, gli ambienti e le superfici di contatto (computer, quadri) con prodotti antibatterici. Ma l’emergenza sta presentando anche un conto pesante per quegli stabilimenti che prevedono l’uso in certi reparti di mascherine. Che stanno diventando sempre più difficili da reperire: «Siamo in crisi per i saldatori - spiega Nicola Barbieri dell’omonima Officina di Bondeno, 160 dipendenti - Ne vanno via cento al giorno, usa e getta, e cominciamo a essere in difficoltà. Per il resto, abbiamo riorganizzato le postazioni per rispettare le distanze, e attivato i controlli per fare entrare due dipendenti alla volta».
Lavoro da ripensare
Al Petrolchimico ieri mattina erano presenti 1.476 lavoratori, contro i 3.000 abituali, per dare l’idea della decisa riorganizzazione all’interno del Polo. Mensa con posti diradati, pane e posate imbustati, pulizie triplicate con addette munite di mascherina e prodotti antibatterici. Nessun contatto tra squadre montanti e smontanti, ma una dilazione di 15 minuti perché se una squadra su cinque va in quarantena si può andare avanti, ma se occorre mettere in isolamento anche il gruppo precedente e successivo a un team “infettato”, si blocca tutto. E poi controlli ai camion in entrata: vietato scendere dal mezzo, nessun contatto con i dipendenti. È cambiato poi il criterio della manutenzione: si fa solo quella a rottura e non più quella predittiva, sempre per limitare al minimo presenze e contatti. Inutile precisare che il presidio medico presente all’interno del Polo chimico è stato debitamente istruito a gestire secondo le indicazioni dell’Asl ogni caso sospetto. E, naturalmente, là dove è stato possibile, per gli amministrativi, è stato disposto il telelavoro.
Da Basell, in particolare, fanno sapere di essersi attivati già da fine febbraio implementando lo smart working là dove era possibile, e riducendo i viaggi di lavoro. Meeting annullati e riunioni via web, anche tra colleghi in uffici vicini, hanno ulteriormente diradato i contatti. Dove non è stato possibile ricorrere al telelavoro, invece, sono stati riorganizzati i turni, così come gli ingressi in mensa, senza mai interrompere l’attività produttiva.
Per quanto riguarda le aree Sipro, interviene l’amministratore unico Stefano Di Brindisi, «noi, da Statuto, ci occupiamo di favorire gli insediamenti, accompagnando le aziende dall’ubicazione all’entrata a regime dell’attività. Quindi non abbiamo responsabilità dirette di presidio su quelle insediate. Tuttavia, gestendo tre incubatori che ospitano imprese, a queste stiamo inviando una lettera esprimendo da un lato la nostra vicinanza, e invitandole dall’altro ad attuare ferri protocolli interni, come da decreto. Lo stesso metodo che sto applicando in Sipro, con lo staff perlopiù in smart working. Il presidio degli uffici è garantito con la presenza di un solo dipendente al giorno, ad orario ridotto, con cui io stesso mi alternerò. Al contempo, abbiamo reso inagibili tutte le aree comuni, così da evitare ogni forma di aggregazione. Sipro è dunque operativa». —
A.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
