Cig per tutti i datori privati senza ammortizzatori ordinari
In questi giorni i datori di lavorohanno chiesto chiarimenti sul ricorso alla Cig (la cassa integrazione in deroga) per i loro dipendenti costretti a casa a causa della contrazione delle attività per restrizioni e chiusure. Ieri la Regione Emilia Romagna è intervenuta per chiarire le condizioni di accesso alla Cig secondo l’accordo sottoscritto con gli aderenti al Patto per il Lavoro e che prevede un fondo di 38 milioni di euro. «Possono accedere - spiega l’assessore Vincenzo Colla - tutti i datori di lavoro privati di ogni settore che non possono fruire degli ammortizzatori ordinari. Sono compresi dunque i datori di lavoro privati che occupano da 1 a 5 dipendenti, compresi, e che non aderiscano ai Fondi di solidarietà bilaterale attivi; coloro che occupano da 6 a 15 dipendenti, compresi, e accedono al Fis, solo nel caso non possano beneficiare dell’assegno di solidarietà; coloro con più di 15 dipendenti e accedono al Fis, solo se hanno già fruito dell’assegno ordinario nei limiti massimi previsti.
«L’eccezionalità dell’accordo, il primo in Italia a livello regionale- prosegue Colla -, punta a intervenire per la tutela di lavoratori e datori che subiscano gli effetti negativi di questo periodo di emergenza sanitaria, non potendo usufruire di strumenti ordinari. In attesa che vengano emanate dal Governo ulteriori disposizioni, l’ accordo permetterà l’utilizzo della Cig per tutti i lavoratori con qualsiasi tipo di contratto di lavoro subordinato, compresi gli agricoli e i soci lavoratori di cooperative che non abbiano a disposizione alcun altro ammortizzatore sociale».
Il provvedimento decorre retroattivamente dal 23 febbraio. Tutte le informazioni utili sull’invio delle domande, modulistica ed evoluzione della normativa, verranno a breve pubblicate sul portale web dell’Agenzia regionale per il lavoro. Già disponibili una mail (arlinfoderoga@regione.emilia-romagna.it) e un numero di telefono (051/5273893) per avere informazioni. —
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