Coronavirus, Ferrara chiude gli uffici di mezzo Comune: 600 dipendenti a casa
Potranno essere assenti anche gli educatori delle scuole dell’infanzia, ma niente smart working: «tecnologia obsoleta»
FERRARA. Il Comune di Ferrara chiude tutti gli uffici che non sono coinvolti nella gestione dell’emergenza né erogano servizi essenziali, con la possibilità di lasciare a casa il personale, 600 dipendenti in tutto. A distanza di due settimane dalla sospensione delle attività, varrà anche per il personale di nidi, materne e centri comunali per le famiglie. In attesa che la Prefettura risponda ai quesiti inoltrati dall’amministrazione sulla gestione di questo periodo straordinario, i singoli lavoratori potranno intanto concordare periodi di congedo e di ferie e recuperare ore, così come potranno essere attivati accordi fiduciari su attività da poter svolgere a casa mentre il ricorso allo smart working vero e proprio sarà per pochissimi.
«Tutti gli uffici non essenziali sospendono la propria attività come indicato dalle nuove disposizioni per il contenimento del Coronavirus – dice Alan Fabbri – In questo modo l’amministrazione tutela i suoi dipendenti garantendo comunque ai ferraresi quei servizi inderogabili che non possono venire meno nemmeno durante un periodo di emergenza. I dipendenti degli uffici che sospendono le attività rimarranno a casa fino al 25 marzo, secondo modalità da individuare trovate in accordo con i singoli dirigenti, sempre in attesa di nuove disposizioni nazionali».
Ieri il sindaco ha fatto il punto con i dirigenti. Restano in attività: Servizi ai cittadini, Servizi Demografici (Anagrafe ecc. . . ), Gabinetto del Sindaco, Direzione generale, Uffici di Staff, Polizia Locale, Urp, Servizio Organizzazione, Programmazione e gestione personale, Servizi Informativi, Digitalizzazione, Servizio Contabilità, Servizio Risorse Tributarie, Servizio Edilizia, Servizio Infrastrutture, Servizio Valorizzazione e gestione patrimonio, Servizio Mobilità Traffico e Sosta, Servizio Qualità Edilizia, Istituzione, Servizio Politiche Sociali sanitarie, Servizio Commercio.
Chiudono invece il Servizio Affari Legali, Servizio Appalti e Contratti, Servizio Amministrativo Espopri, Servizio Programmazione opere pubbliche, Servizio Beni Monumentali, Servizio Qualità Ambientale, Servizio Ufficio di Piano, Servizio Istruzione Formazione Educazione, Servizio Biblioteche e Archivo, Servizio Arte Antica, Servizio Arte Moderna e Servizio Promozione del Territorio.
«È evidente che tutti gli assessori e i dirigenti e i relativi staff di qualsiasi settore, compresi quelli i cui uffici sospenderanno le attività, rimarranno al lavoro, pienamente operativi per garantire la funzionalità della macchina amministrativa – precisa il sindaco, È il momento di lavorare tutti insieme con grande sinergia per superare nel migliore dei modi questo momento difficile».
E lo smart working? «A causa della situazione tecnologica obsoleta ereditata dalla precedente amministrazione – si legge in una nota – il Comune non è grado di garantire, nell’immediato, percorsi di smart working veri e propri, come individuati secondo i termini di legge (progetto con obiettivi specifici, verifica orari, connessione diretta al server del Comune ecc), se non per pochissime figure che sono attualmente al vaglio degli uffici. In ottemperanza alle indicazioni ministeriali e con la collaborazione dei dirigenti, verranno comunque avviati, ove possibile, progetti di lavoro agile basati su accordi fiduciari per obiettivi, legati all’emergenza. «Contiamo molto sulla grande professionalità dei nostri dirigenti a cui stiamo chiedendo un importante sforzo organizzativo con l’obiettivo condiviso di garantire i servizi essenziali e le migliori condizioni di lavoro per tutti». —
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