Le polveri tornano a salire dopo due settimane di tregua
Martedì superata quota 50 solo a Ferrara nonostante il traffico sia diminuito Salgono a 34 i giorni dove si sono registrati picchi inquinanti da inizio 2020
Un po’ per l’effetto climatico con giornate in presenza di vento e soprattutto per una minore circolazione di mezzi dovuti ai provvedimenti per l’emergenza sanitaria, si erano registrati 14 giorni consecutivi con buoni livelli di qualità dell’aria, ma martedì, solo a Ferrara, tra tutte le province dell’Emilia Romagna, si è registrato un nuovo sforamento di polveri sottili.
I valori
Dai dati forniti dall’Arpae regionale, in base alle rilevazioni effettuate nelle varie stazioni sparse sul territorio, fino a martedì i valori delle polveri sottili non hanno mai superato il limite di 50. Due settimane di aria apprezzabile, un dato che viene confermato anche dai dati delle altre province dell’Emilia Romagna, anch’esse con oltre due settimane di rilevazioni non inquinanti. Ci sono state punte anche molto basse, motivate come detto sopra da un clima non stagnante che ha favorito il ricambio e anche dal forte contrazione dei mezzi in circolazione soprattutto nelle ultime due settimane, anche per la chiusura delle scuole.
Sforamenti
Dall’inizio dell’anno i giorni di sforamento complessivi nelle centraline della provincia di Ferrara sono stati 34, ne manca quindi solo per arrivare a quota 35 che è il massimo degli sforamenti consentiti in un anno. Non è il record di sforamenti in regione comunque, visto che Modena ha già sforato il limite consentito in un anno e anche Piacenza è al limite.
I provvedimento con l’eventuale introduzione di misure emergenziali sulla qualità dell’aria in Emilia Romagna, in caso di ripetuti sforamenti secondo il piano Pair saranno in vigore fino al prossimo 31 marzo. —
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