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Emergenza coronavirus a Ferrara
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A Ferrara 130 assunzioni e ipotesi Casa del Pellegrino

A Ferrara 130 assunzioni e ipotesi Casa del Pellegrino

Ieri in Conferenza socio-sanitaria sono stati illustrati i piani di Asl e Sant’Anna. A Cona aumentano i posti letto dedicati, in caso di bisogno si pensa anche all’Ado

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FERRARA. Aumento dei posti letto in terapia intensiva, una maxi-iniezione di personale, la possibilità di potenziare la rete ospedaliera che deve fronteggiare l’emergenza con strutture come l’ex Casa del Pellegrino o l’Ado, a Ferrara, e le case di riposo (Cra/Rsa). La nostra , inoltre, come altre province della regione potrebbe avere un ospedale Covid-19, dedicato cioè ai pazienti contagiati, da attivare in caso di carenza di posti letto e come soluzione estrema: l’ospedale di Lagosanto. Sono i dati emersi ieri mattina nel corso della Conferenza socio-sanitaria territoriale, presieduta dal sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, alla quale hanno partecipato i dirigenti delle aziende sanitarie, i sindaci, i rappresentanti di Unife, dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale, della Protezione civile, del sindacato, e il prefetto Michele Campanaro. Tutti collegati in video-conferenza per non violare le disposizioni in materia di sicurezza e igiene sanitaria.

L’equipe del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Asl - una cinquantina di persone tra medici, assistenti sanitari, tecnici della prevenzione, specializzandi, borsisti ed amministrativi - è in queste settimane il centro nevralgico di coordinamento del monitoraggio, dei controlli e della presa in carico dei casi sospetti.

L’attività specialistica. Sono state confermate e ribadite, tra le misure già annunciate, il potenziamento della guardia medica di Ferrara, anche con il coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali; le nuove modalità di accesso alle strutture socio-sanitarie, residenziali e diurne, per le persone anziane, con disabilità fisica o mentale; le misure per il riordino delle prestazioni sanitarie, nonché la sospensione delle attività ambulatoriali; la riorganizzazione dei punti prelievo territoriali.

I posti letto. Per quanto riguarda gli ospedali, al Sant’Anna è prevista la trasformazione delle due unità operative di rianimazione in rianimazione destinata a pazienti Covid positivi che hanno bisogno di assistenza ventilatoria invasiva per complessivi 22 posti letto; trasformazione della recovery room di uno dei blocchi operatori (lo spazio in cui i pazienti operati rimangono in attesa di svegliarsi) in rianimazione per pazienti non Covid per un totale di 8 posti letto (ridotta la chirurgia programmata, vengono mantenute l’attività chirurgica in urgenza, la traumatologia e la chirurgia oncologica non differibile); trasformazione della degenza di Neurochirurgia, ridotta e spostata, in Pneumologia per pazienti non Covid per 16 posti letto; trasformazione della Pneumologia in reparto per pazienti Covid in ventilazione non invasiva per 24 posti letto; trasformazione dell’Uroginecologia in reparto per pazienti sospetti Covid al momento con 10 letti, che diventeranno 24 la settimana prossima; utilizzazione di 8 dei 18 letti di Malattie infettive per pazienti sospetti Covid più gravi; pre-triage per creare la doppia corsia in pronto soccorso. Tra gli ospedali dell’Asl, quelli di Argenta e Cento manterrebbero le loro funzioni, l’ospedale del Delta, invece, se e quando la rete sarà satura, sarà dedicato ai pazienti da Coronavirus. Per aumentare i posti letto sarà chiesto il contributo delle case di cura private. In caso di ulteriori necessità si pensa si attrezzare l’ex Casa del Pellegrino, l’Ado di Ferrara, le Cra/Rsa. Il rinforzo del personale sarà garantito da oltre 30 medici, 70 infermieri, 20 oss e 10 autisti soccorritori. In carcere è stata installata una struttura per il pre-triage. —

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