La Nuova Ferrara

Ferrara

confagricoltura 

Concesso dal ministero lo stato di calamità per i danni della cimice

Concesso dal ministero lo stato di calamità per i danni della cimice

Vertuani: le risorse messe a disposizione però non bastano Si attende anche il via libera per usare l’agrofarmaco 

2 MINUTI DI LETTURA





Traguardo (quasi) raggiunto per le aziende agricole danneggiate lo scorso anno dal flagello della cimice asiatica, dopo lunghi mesi di appelli intervallati da manifestazioni di piazza, cortei di agricoltori e presidi davanti alle Prefetture della regione.

«Sono state finalmente accolte le nostre richieste - dichiarano i vicepresidenti di Confagricoltura Emilia Romagna, il ferrarese Gianluca Vertuani e il ravennate Andrea Betti, in rappresentanza delle aree più colpite – desideriamo ringraziare il Ministero dell’Agricoltura, che sulla base delle richieste avanzate dalla Regione, ha concesso lo stato di calamità all’intero territorio emiliano-romagnolo per i danni causati dalla cimice asiatica. Tuttavia, le risorse messe a disposizione dal Fondo di Solidarietà Nazionale, finanziato con 80 milioni di euro nell’ultima legge di bilancio, non sono sufficienti a far fronte al totale indennizzo dei danni, che in Emilia-Romagna ammontano a oltre 250 milioni di euro».

La soddisfazione è comunque parziale. Preoccupano infatti le scadenze relative alla presentazione delle domande di intervento che dovranno pervenire alla Regione entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Richiesta di deroga

«Serve una deroga perché è impensabile rispettare i tempi nel pieno della pandemia globale» aggiunge il vicepresidente Andrea Betti sottolineando che, nella provincia di Ravenna - dove per la prima volta le rappresentanze del mondo agricolo si sono ritrovate unite nel perseguire l’obiettivo - circa il 60% delle aziende frutticole hanno registrato una ingente perdita di produzione.

Vertuani

Non attenua i toni il vicepresidente regionale dell’assocazione agricola Gianluca Vertuani: «Abbiamo aspettato cinque mesi per avere una risposta sullo stato di calamità, chissà quanto ancora dovremo attendere per ottenere il via libera al clorpirifos metile, l’agrofarmaco in grado di contrastare la cimice asiatica messo al bando dalla Ue, per il quale è stata avanzata dal ministro Bellanova a Bruxelles la richiesta di utilizzo in deroga speciale e localizzata della molecola. Se l’Italia non cambia registro, l’agricoltura chiude davvero i battenti. I frutticoltori emiliano-romagnoli che non hanno espiantato nel 2019, lo faranno quest’anno. Quindi ci giochiamo le ultime carte consapevoli delle criticità sopraggiunte: coronavirus, eventuale blocco delle merci, mancanza di manodopera stagionale e flessione dell’export made in Italy». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google