«Il bilancio è da correggere» L’opposizione chiede il rinvio
«L’emergenza virus ha cambiato tutto, le risorse vanno ripensate» Il sindaco: disposti anche a riunirci all’aperto, ma dobbiamo fare il nostro dovere
«È tempo di fermarci e di lavorare insieme. La tre giorni dedicata alla discussione del bilancio 2020-2022 deve essere rinviata, perché non sappiamo ancora la portata che l’emergenza coronavirus avrà per l’economia, la società e le nostre vite».
La proposta
È quanto chiedono alla Giunta i gruppi consiliari Pd e Gente AModo, alla luce dei cambiamenti delle ultime settimane, e che impongono di rivedere «un bilancio che già presentava elementi di fragilità», ha detto Modonesi, rimarcando che «lunedì saremo chiamati a esprimerci su una manovra che prevede 800mila euro di entrate dalla tassa di soggiorno, un milione e mezzo dai biglietti dei musei e altre entrate da addizionale Irpef stimate su una crescita 2020 del Pil nazionale e locale che ora appare fantascienza».
La proposta, presentata ieri alla conferenza dei capigruppo è quella di sospendere la discussione e avviare poi un confronto allargato tra maggioranza, opposizione, sindacati, associazioni di categoria e terzo settore.
Il sindaco dice no
Proposta respinta dal sindaco Fabbri: «Non vogliamo sottrarci al nostro dovere di eletti», spiega, sostenendo che se medici, infermieri, farmacisti e commessi dgli alimentari «continuano a fare il loro dovere» altrettanto deve fare «chi è stato eletto dai cittadini. Riteniamo fondamentale approvare quanto prima il bilancio preventivo 2020 così da poter dare immediatamente le prime risposte ». Se i consiglieri di minoranza hanno timori, prosegue, «siamo disponibili a convocare un consiglio in un'altra sala o addirittura all’aperto rispettando tutte le misure di sicurezza: non possiamo però dimostrare ai cittadini che veniamo meno ai nostri doveri mentre c’è chi si sacrifica per il bene di tutti».
Le obiezioni della minoranza, però, più che di tipo sanitario riguardavano l’impianto stesso del bilancio, che deve essere rivisto al pari degli stessi emendamenti. Corposo il pacchetto delle correzioni da parte della minoranza, come hanno spiegato ieri in videoconferenza Modonesi, Ilaria Baraldi, Nicola Minelli, Francesco Colaiacovo e Davide Bertolasi.
A cominciare dai 400mila euro per i “Parchi Sicuri” che andrebbero piuttosto investiti nell’abbattimento delle barriere architettoniche in scuole ed edifici pubblici (100mila euro), nella messa a dimore di alberi (50mila euro) e nel percorso ciclopedonale protetto in via Arginone.
Il portavoce
L’amministrazione ha puntato sul quarto turno di polizia locale. Ma per garantire il turn over «servono 240mila euro». Si possono ricavare, ad esempio «dai 64mila destinati al futuro portavoce del vicesindaco, per cui sta per essere disposto il bando: prenderà servizio dal 1° maggio e per questo, quest’anno, la voce di spesa è di 43mila euro. Altre risorse si potranno reperire dal fondo di riserva, dall’acquisto di beni e servizi per la polizia amministrativa e da spese generali per i servizi istituzionali».
Le “royalties”
Ci sono poi le royalties per la Fondazione Cavallini-Sgarbi: 96mila euro quest’anno, altri 225mila i prossimi due.
«È proprio il caso questa uscita di denaro pubblico verso un soggetto privato in un momento simile»? si chiede Baraldi, suggerendo di suddividere il tesoretto in tre parti e investirlo, rispettivamente: nel comparto del turismo («gli alberghi sono stati costretti a chiudere»), libri per le biblioteche comunali e sostegno alle associazioni culturali costrette ad annullare eventi e iniziative «che non sono passatempi, ma danno lavoro a molti giovani».
E il commercio, ammaccato dall’emergenza, potrebbe ricevere un contributo di 50mila euro «ricavato dalle indennità di sindaco, giunta a presidente del consiglio comunale».
Tagliando dal servizio statistica e relazioni internazionali, infine Pd e Gente AModo propongono interventi a sostegno della mobilità sostenibile, dell’autoimpresa giovanile e per l’estensione della linea del trasporto pubblico a Quartesana.
Non è mancata la punzecchiatura finale al sindaco Fabbri, che ha attribuito ai sistemi obsoleti della precedente amministrazione la possibilità di attuare il telelavoro: «A essere obsoleta - replica Bertolasi - è l’abitudine di dare sempre la colpa a chi ha governato prima». —
Alessandra Mura
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