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La Vm di Cento si ferma per sanificare

La Vm di Cento si ferma per sanificare

I sindacati metalmeccanici in sciopero trattano con le aziende ferraresi: «Troppi casi di sottovalutazione dei rischi sanitari»

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CENTO. Le fabbriche ferraresi non si sono fermate, ma lo sciopero proclamato a livello nazionale dai sindacati dei metalmeccanici ha contribuito ad aprire un confronto sulle misure adottate a tutela dei lavoratori per contrastare i rischi di contagio da coronavirus.

Il rischio. I sindacati ritengono insufficienti i provvedimenti messi in atto da diverse aziende, «soprattutto quelle con le strutture industriali più vecchie, che mostrano problemi in alcune aree con situazioni di rischio biologico più accentuato», spiega il segretario provinciale della Uilm Paolo Da Lan.

Lo sciopero. Alla Berco di Copparo, al termine di una verifica interna, lo sciopero è stato attuato già giovedì sera, senza comunque determinare la chiusura dello stabilimento, e la protesta ieri è stata attuata «in circa il 10 per cento delle aziende».

Il braccio di ferro, qui come nel resto del Paese, riguarda i criteri per stabilire lo standard di sicurezza delle aziende: «Ci sono realtà che non hanno ancora ben capito quali sono i requisiti, pensando che sia sufficiente pulire i pavimenti, i dipendenti chiedono di più per non avere paure di andare a lavorare».

Gli accordi. La protesta è stata annunciata fino al 22 marzo, ma in queste ore negli stabilimenti sindacati e Rsu stanno cercando accordi. «Alla Vm di Cento - prosegue Da Lan - è stata raggiunta un’intesa e lo stabilimento da qui a lunedì-martedì ha disposto una fermata per provvedere a una sanificazione».

All’inizio della prossima settimana saranno portati avanti i confronti sulle misure di adeguamento. «Se sarà possibile arrivare a un’intesa, vedremo come gestire le fermate necessarie ad attuare le misure concordate, in caso contrario di procederà con lo sciopero», spiega Da Lan, che aggiunge: «Siamo stati costretti a ricorrere a questa protesta perché ci sono aziende che non hanno affrontato il problema con la giusta attenzione, prendendo un po’ le cose sottogamba. E i lavoratori giustamente vogliono essere tutelati senza mezze misure dal rischio di contagio».

Le fermate. In caso di accordo, come si augurano i sindacati, la fase successiva sarà dunque la gestione delle fermate, che potrebbero durare anche una decina di giorni. «Vedremo se sarà possibile fare ricorso alla Cig o ad altri strumenti», conclude il segretario provinciale della Uilm. —

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