Muore pensionato del petrolchimico, controlli al Sant’Anna sul personale
Tampone positivo e decesso dell’85enne ferrarese dopo 13 giorni di ricovero. In provincia 7 casi in più in 24 ore, 26 in totale
FERRARA. La pandemia da Coronavirus ha chiesto ieri il conto più amaro, nel Ferrarese, da quando ha iniziato a scandire i suoi effetti: un morto e sette nuovi “positivi”. La prima vittima contagiata dal virus, in provincia, aveva 85 anni: si tratta di un pensionato residente nel centro storico del capoluogo estense, che era ricoverato in un reparto di Medicina dell’ospedale Sant’Anna.
Il paziente, ex dipendente del petrolchimico, era stato operato in una clinica di Cotignola (Ra) all’inizio dell’anno per complicanze legate ad una patologia pregressa. Dimesso, in terapia, è stato poi ricoverato nella Casa di cura Quisisana, a Ferrara, e l’1 marzo scorso, per l’aggravarsi delle sue condizioni, era stato trasferito in Medicina Universitaria al Sant’Anna.
L’assenza di sintomi riferibili alla virosi che si sta diffondendo in tutto il mondo ha complicato la definizione della diagnosi. I medici l’hanno sottoposto a una Tac, insospettiti da alcuni segnali clinici, il 10 marzo scorso ma il test non aveva evidenziato una polmonite interstiziale, sintomo spesso associato alla Covid-19; il giorno dopo però, una radiografia ha mostrato un quadro più sospetto. È stato quindi eseguito il tampone che è risultato positivo. Ieri mattina però, assieme al risultato dell’esame, è giunto anche il decesso.
Il bilancio del giorno. Tra l’altra notte e ieri mattina sono stati registrati altri sette tamponi positivi (più altri 2 nel pomeriggio) che si aggiungono, dopo 24 ore, ai 17 refertati in provincia entro le 12 di giovedì. Tra i nuovi pazienti c’è un uomo di Comacchio, 52 anni, primo caso nel centro lagunare. Positivi anche un copparese di 80 anni, un paziente di Ostellato, il primo, un cittadino argentano, 3 ferraresi, uno dei quali di 87 anni, e 1 di Bosco Mesola. Il conto dei contagi sale quindi a 25 (due dei quali - quelli di Ostellato e di Bosco Mesola, confermati dai sindaci Elena Rossi e Gianni Michele Padovani - rientreranno probabilmente nell’aggiornamento che sarà comunicato dall’Asl oggi).
A questi pazienti c’è da aggiungere il paziente “positivo” deceduto al Sant’Anna.
Trenta sono stati ieri i pazienti presi in carico dal Dipartimento di Sanità pubblica (28 in isolamento domiciliare e sorveglianza attiva e 2 senza isolamento; per 22 la sorveglianza si è conclusa). A ieri era salito a 546 il numero delle persone sottoposte a sorveglianza.
Le quarantene. In seguito alla diagnosi effettuata ieri mattina (tampone positivo) sul paziente ferrarese deceduto al Sant’Anna, l’azienda ospedaliera ha dovuto mettere in atto tutte le misure finalizzate alla tutela dei pazienti e degli operatori che hanno avuto contatti col paziente ricoverato.
In isolamento si trovano tutti i familiari che gli hanno fatto visita in ospedale nei giorni scorsi. Intanto il Sant’Anna «sta provvedendo in queste ore a stilare l’elenco di pazienti e operatori che hanno avuto contatti» con la persona deceduta. L’azienda sanitaria precisa che «i pazienti che non evidenziano sintomi legati al Coronavirus sono stati messi in sorveglianza attiva (controllo della temperature due volte al giorno per 14 giorni e verifica della sintomatologia)». Gli operatori asintomatici possono continuare a svolgere l’attività lavorativa osservando alcune precauzioni: indossare mascherina chirurgica e guanti, controllo della temperatura due volte al giorno per 14 giorni e verifica della sintomatologia.
Se dovessero insorgere sintomi, vige l’obbligo di rimanere a casa (isolamento domiciliare fiduciario) e di comunicare le proprie condizioni di salute al datore di lavoro, al Dipartimento di Sanità Pubblica e al Servizio di Medicina del Lavoro.«Tutti gli ambienti frequentati dal paziente - conclude l’azienda ospedaliera - sono stati sottoposti a pulizia e disinfezione, come prevede il protocollo ministeriale». —
Gioele Caccia
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