«Senza sicurezza al lavoro», Poste a rischio chiusura
Dopo i tagli degli uffici ora il problema delle garanzie igieniche per il personale «Da una settimana aspettiamo guanti e mascherine: lunedì non lavoreremo»
FERRARA. La segnalazione effettuata era stata messa in evidenza già a fronte della decisione di Poste Italiane di chiudere 75 uffici postali tra Ferrara e provincia per l’emergenza coronavirus. «Dal primo giorno di emergenza - recitava la nota Slc-Cgil Emilia Romagna - abbiamo denunciato la mancanza di dispositivi di protezione individuale».
Ora, a fronte della chiusura dei 75 uffici postali, l’azienda ha deciso nei restanti uffici aperti (oltre una ventina) di turnare il personale, ma dopo una settimana le garanzie di sicurezza richieste mancano ancora. «Lo scorso venerdì - spiega Pierangelo Tolla della Cisl -, avevamo chiesto all’azienda mascherine, disinfettante per le mani, guanti e la necessaria sanificazione degli ambienti. Era inevitabile e capivamo che potesse essere complicato risolvere in breve tempo la situazione nei 18mila uffici sparsi in tutta Italia. Ma ora è passata una settimana e visto che non vi è alcuna garanzia, siam pronti a non lavorare».
Segnalazioni. La situazione non è esplosa ieri. «Abbiamo informato subito l’Usl di quanto stava accadendo. Semplice informativa in attesa di avere risposte dall’azienda. Risposte che non sono arrivate, per cui ora scriveremo una nota ufficiale al prefetto e all’Usl, in queste condizioni non intendiamo lavorare».
Va detto che Poste Italiane aveva preannunciato l’arrivo di speciali maschere al carbonio, protettive per un periodo più lungo: «Finora non si sono viste. In alcuni uffici sono arrivate mascherine che dovrebbero durare pochi giorni, ma dall’azienda è stato detto che andranno tenute per tutto il periodo dell’emergenza. Non è possibile».
L’altro problema. A preoccupare i dipendenti è un’altra situazione, legata agli uffici aperti (i cosiddetti layout) di nuova generazione, quelli cioé che non prevedono il classico pannello in vetro che separa l’utente dall’operatore. «Capisco che certi uffici sono importanti, pensiamo a quello di Cento, ma se è aperto è rischioso per chi ci lavora, tantopiù in assenza di un plexiglass a dividere e dei dispositivi di protezione. Nella scelta delle chiusure andava tenuto conto di questo aspetto, ma tanto l’azienda neppure ha comunicato quali uffici chiudeva, siamo stati noi sindacalisti ad avvisare i colleghi. Ah, avevamo proposto noi di prendere guanti e gel, ci è stato risposto che la decisione spetta alla sede centrale...».
Oggi e domani uffici chiusi, così il problema (per i dipendenti e per i clienti) scoppierà lunedì: «Noi faremo la diffida all’azienda, se a lunedì le garanzie richieste non saranno fornite al personale dovremo valutare di non andare sul posto di lavoro». —
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