La Nuova Ferrara

Ferrara

«Un ragazzo tra lavoro e amici» La notizia girata in tutta Europa

La vicinanza della comunità nigeriana e dei tanti fratelli di etnia Ika Abitava in Porta Catena e faceva l’operaio nelle fabbriche ferraresi 

2 MINUTI DI LETTURA





Il cordoglio

Lo ricorda nella chiesa di via del Lavoro, quel ragazzo di cui ha visto in questi giorni la foto sul giornale. Si ricorda di Solomon Okocha, il pastore della associazione religiosa House of Faith, Liberthy Ozemekian, che in questi giorni sta cercando di mettersi in contatto con la famiglia di Solomon in Nigeria.

Da dove era arrivato una decina di anni fa, e quindi dopo i vari passaggi ai Centri di accoglienza, ultimo quello di Bologna, abitava e lavorava qui a Ferrara.

Solomon regolare col permesso di soggiorno faceva l’operaio e ricordano amici e conoscenti, «lavorava quando lo chiamavano, era un bravissimo ragazzo e il fratello che ci ha contatati ha già parlato con gli inquirenti», spiegava ieri mattina la presidente della comunità Nigeriana di Ferrara Evelyn Aghom. «L’ho incontrato il fratello, era sotto choc per la perdita di Solomon, ha chiesto e cercato di capire coi carabinieri cosa è successo, adesso attendiamo l’esito delle indagini», ribadisce lei stessa.

La morte di Solomon ha già fatto il giro d’Europa, grazie al profilo Facebook Nigerian Community News Europe, gestito da Londra dall’ex presidente della comunità ferrarese Kelvin Jacob che ha informato tutti della morte di Solomon. Una notizia che ha innescato le reazioni di cordoglio di tanti “fratelli”, nigeriani, soprattutto quelli dell’etnia Ika, che vive nel Sud Nigeria e parla un dialetto particolare. Una circostanza importante per le indagini sulla morte di Solomon in quanto anche a Ferrara c’è un gruppo ristretto di persone dell’etnia Ika, che fa vita a parte rispetto i cittadini nigeriani che abitano e lavorano in città. Proprio da loro sarebbero arrivate le prime informazioni su Solomon, che abitava a Ferrara prima al Barco e ultimamente in una casa in via Porta Catena dove gli stessi carabinieri hanno svolto controlli. Una vita quella di Solomon scandita dal lavoro e dalla frequentazione di un gruppo ristretto di amici. «Anche se preferiva spesso restar solo» ricordava il pastore Liberthy. Tra i tanti messaggi di cordoglio quelli dei fratelli Ika, «Possa la tua anima riposare in pace». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google