I negozi oltre la crisi Riaprire o ampliare attraverso contributi
La agevolazioni sono state previste nel decreto Crescita L’assessore: «Poche richieste, ma gli strumenti ci sono»
COPPARO. Tempi durissimi per gli esercizi commerciali a causa dell’emergenza sanitaria. Ma si guarda a come uscirne. Nell’ambito del decreto Crescita approvato dal governo Conte 1 erano previste agevolazioni per gli ampliamenti o le riaperture di esercizi chiusi da almeno sei mesi, nei territori comunali fino a 20mila abitanti. Oltre a rispondere ad una interpellanza in materia a livello di consiglio comunale (e conseguente critiche da parte dei consiglieri del Pd), l’assessore alle attività produttive Bruna Cirelli ha voluto chiarire la situazione.
tributi come parametro
«Esistono, secondo i termini del decreto – spiega l’assessore –, delle possibilità di contribuzioni in caso di riapertura o ampliamento di esercizi nell’anno in cui sono stati chiesti e per i tre anni successivi a livello di Imu e di imposta di pubblicità Icp».
La legge dice che la quota erogabile di contributo è rapportata alla somma dei tributi comunali dovuti dall’esercente e regolarmente versati nell’anno precedente a quello nel quale è presentata la richiesta. Si può arrivare fino al 100% dell’importo. «Per chiarire – continua Cirelli –, in caso di riapertura il contributo erogabile è pari al 100% dei tributi comunali Imu e Icp. Per l’ampliamento il contributo è pari al 50% dell’Icp. Infine, i contributi per l’Imu spettano solo in caso coincidano proprietario ed esercente».
Nelle scorse settimane, l’amministrazione ha dato il via ad una ricognizione da parte dello Sportello unico dell’Unione per i possibili aventi diritto, «e da questa verifica risultano due nuove aperture – dice l’assessore –. Una macelleria ed un bed&breakfast, con nessun versamento Imu in quanto non proprietari dello stabile. Per il b&b, tra l’altro, non è previsto alcun versamento Icp, dato che l’attività è all’interno dell’unità adibita ad abitazione principale; per la macelleria sono previsti 40 euro di imposta di pubblicità. Sussiste invece il versamento Icp di 306 euro e di 209 euro di Imu per l’ampliamento di una terza attività, una parrucchiera».
l’appello
«Purtroppo sono ancora poche le domande e le richieste avanzate – spiega la Cirelli –. Gli strumenti ci sono. La giunta ha già approvato il rimborso, anche se mancano ancora i decreti attuativi che indichino come incassare queste somme dallo Stato. Oltre tutto, la data di scadenza per quest’anno era il 28 febbraio, ma ci sono possibilità di proroga. In ogni caso, le domande potranno essere presentate anche il prossimo anno, ma è possibile informarsi su eventuali proroghe». —
Alessandro Bassi
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