Le strade vuote non bastano Così torna lo smog
Evidentemente il quasi totale abbattimento del traffico, dovuto alle disposizioni di questi giorni relative alle misure contro il Coronavirus, non è bastato a far diminuire i dati relativi agli sforamenti delle pm10, le polveri sottili.
Mercoledì (52 microgrammi), giovedì (53) e venerdì (51) Ferrara ha superato il limite consentito a dimostrazione che il traffico è sicuramente uno dei fattori che portano all’accumulo di inquinanti, ma non l’unico. Molto è dovuto alle condizioni atmosferiche e, a questo proposito, il dominio anticiclonico a partire da martedì ha giocato un ruolo determinante. Va considerato che se il traffico ha diminuito il suo apporto di smog, tutte le altre attività hanno continuato a funzionare. Camion e furgoni non si sono mai fermati, così come il movimento dei pendolari di chi è costretto a spostarsi non potendo optare per il lavoro da casa. «Il motore dell’atmosfera è molto più potente delle attività umane – ha Vanes Poluzzi responsabile della qualità dell’aria di Arpae a Repubblica – dopo un periodo di relativa turbolenza tra il 26 febbraio e 8 marzo si sono ripresentate le condizioni favorevoli all’accumulo con anticiclone e inversione termica, tanto è vero che ne hanno risentito maggiormente i centri della pianura interni, vedi Ferrara, dove questi fenomeni si accentuano». Poluzzi fa notare che se il traffico è molto calato, il cambiamento delle abitudini, con lo stare più in casa, potrebbe aver prodotto un maggiore utilizzo degli impianti di riscaldamento, con le ben note conseguenze. Si tratta comunque di dati che senza dubbio fanno riflettere. —
M.Puli.
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