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Emergenza coronavirus a Ferrara

Venturi: una settimana per ridurre i positivi

Il commissario regionale: segnali incoraggianti dalle chiamate al 118 Per ogni prefettura 15mila mascherine da destinare ai soccorritori

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Dopo la consegna di oltre 281 mascherine destinate agli operatori dei soccorsi, annunciata dalla Regione l’altro ieri, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile hanno iniziato a distribuire i presìdi nelle province.

A ciascuna prefettura, ha spiegato la Regione, sono stati consegnati 15 mila dispositivi di protezione individuale destinati a personale in servizio nelle forze dello Stato – vigili del fuoco, guardia di finanza, polizia di Stato, polizia penitenziaria, carabinieri, ecc. – mentre una ulteriore quota di 2 mila mascherine per provincia è stata distribuita alle forze di polizia locali (polizia municipale). La fornitura dovrebbe iniziare a rispondere alla richiesta insistente proveniente dagli operatori impegnati nei soccorsi, che premono per avere a disposizione sistemi di protezione che nelle ultime settimane sono diventati carenti o hanno dovuto essere contingentati. Ieri il commissario ad acta per l’emergenza, Sergio Venturi, ha anche fornito alcuni dati sull’evoluzione della pandemia in regione.

I numeri positivi

Sintetizzando gli ultimi numeri relativi ai contagi riscontrati nelle varie province Venturi ha sottolineato che «stiamo assistendo a un aumento di persone positive al virus di circa il 16%, di cui quasi la metà con sintomi lievi e in isolamento a casa. Un dato che ci aspettavamo e in linea con le previsioni. Per quanto riguarda i numeri suddivisi per territorio, Piacenza registra un numero di positivi maggiore, un dato che si spiega col fatto che da oggi (ieri, ndr) è autonoma nella refertazione dei test – non deve più inviare i tamponi a Bologna o Pavia – e quindi sta “smaltendo” una situazione pregressa. In sostanza, stiamo acquisendo l’esito di numerosi test svolti nei giorni scorsi».

A Piacenza e Parma, le prime province nelle quali si sono registrati contagi, la velocità di crescita della progressione sta rallentando. «Inoltre - ha proseguito il commissario - anche se siamo abituati a enfatizzare i numeri negativi, non dobbiamo dimenticare l’alto numero delle persone che sono in isolamento a casa senza bisogno di ricorrere al ricovero in ospedale e il numero di guariti, che sappiamo essere molti di più dei 54 comunicati dalle aziende sanitarie, ovviamente più attente al numero di positivi e a quello dei decessi che continuiamo a registrare (ieri 40 in più, ndr)».

In regione è stato apprezzato «l’invito del sindaco di Rimini, Gnassi, a restare a casa diffuso per le strade, iniziative che cominciano a dare i loro effetti». Una sollecitazione che viene rilanciata a tutti i sindaci dell’Emilia Romagna.

chiamate predittive

Il numero dei contagiati, prevedono in regione, continuerà ad aumentare. Ma c’è un dato che è considerato piuttosto “predittivo” rispetto all’andamento della pandemia nei prossimi giorni (la settimana entrante viene considerata significativa per cominciare a valutare gli effetti degli ultimi decreti che hanno esteso a tutta l’Italia la “zona arancione”).

Il dato delle chiamate al 118 per casi che possono essere riferiti all’influenza rappresenta un aggiornamento in tempo reale rispetto al numero dei tamponi, che invece fotografa il quadro epidemico «di 4-5 giorni fa», ha sottolineato Venturi. «Le telefonate di pazienti che manifestano i sintomi della patologia non sono aumentale - ha commentato il commissario - Ci aspettiamo da qui a una settimana che i nuovi casi in ogni singola provincia vadano progressivamente a ridursi. Sono fiducioso che ce la faremo, anche se nei prossimi giorni potrebbero registrarsi nuovi incrementi». —

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