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Dal petrolchimico la plastica per mascherine e cannule

S.C.
Dal petrolchimico la plastica per mascherine e cannule

Sia LyondellBasell che Versalis sono strategiche per le esigenze di questi giorni. Nuovi controlli all'ingresso

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FERRARA. Il fabbricone prepara il test di sicurezza rafforzata, questa mattina con l’apertura dei cancelli ai camion dei fornitori, e vuole rimanere in prima linea nella lotta al coronavirus. Tra LyondellBasell e Versalis, infatti, si produce la plastica impiegata per presidi sanitari fondamentali in questa emergenza, come mascherine e cannule, e quindi l’attività non può rallentare. «Ma noi siamo ancor più rigorosi del governo quanto a misure di sicurezza» rivendica Paolo Schiavina, direttore Ifm, la società di servizi di stabilimento.

applicazioni

Gran parte delle misure previste dal protocollo governo-sindacati sono già applicate. Le mascherine di protezione Ffp3, che impediscono al virus di entrare nell’organismo, sono state «reperite in numero sufficiente» spiega Schiavina, come pure gli occhiali di protezione. Per la misurazione della temperatura ai cancelli, Ifm ha recuperato alcuni termoscanner che prenderanno il posto dei termometri a contatto frontale, considerati un gradino meno performanti dal punto di vista della sicurezza. Le sanificazioni degli ambienti di lavoro vengono effettuate non una volta al giorno, come previsto dall’accordo, ma ad ogni cambio di turno. Anche la mensa è stata messa a norma da tempo.

La questione più delicata resta il divieto per gli autotrasportatori esterni di scendere dalla cabina all’interno degli stabilimenti, per azzerare i contatti: un bel problema per le procedure del petrolchimico, che prevedono il contributo attivo del trasportatore nello scaricare la merce. Oggi si proverà una nuova procedura, che prevede il passaggio dei documenti di scarico agli addetti attraverso il finestrino. Per eventuali situazioni di emergenza ci sono poi quattro operatori dei Vigili del fuoco di stabilimento equipaggiati con i dispositivi Nbc, che proteggono da eventi batteriologici, chimici e nucleari.

il contributo

Il tutto serve a garantire, anzitutto, il rispetto del boom di ordinativi per i materiali utili all’emergenza. LyondellBasell produce infatti il polipropilene dal quale derivano le fibre plastiche usate nelle mascherine monouso, le stesse che servono per i pannolini. E il polietilene Versalis serve per le cannule degli intubati. Lo stabilimento intanto “dimagrisce”, per rispettare anche nello spirito le disposizioni governative: dopo aver inviato già da una settimana in home working quasi tutto il personale amministrativo, le due principali società hanno sostanzialmente fermato anche l’attività dei due centri ricerche. Il più grande, il “Giulio Natta” di LyondellBasell, da sabato tiene a casa altre 210 persone, che si aggiungono ai ricercatori già in remoto da alcuni giorni; stessa procedura attivata anche per il gruppo di ricerca Versalis.

Gli organici dei centri ricerche comprendono anche gli addetti agli impianti pilota, che testano nuovi prodotti e procedure: sono a casa anche loro. In questa maniera si tengono lontani dalle fabbriche gruppi in grado di far funzionare anche gli impianti produttivi, in caso di quarantena di interi turni ordinari a seguito di addetti positivi al tampone coronavirus. Finora non ci sono state quarantene significative. —

S.C.

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