La Nuova Ferrara

Ferrara

il ricordo

Ferrara in lutto per l’architetto Gregotti. Progettò il quartiere fieristico estense

Ferrara in lutto per l’architetto Gregotti. Progettò il quartiere fieristico estense

Aveva 92 anni. Il presidente Parisini chiede al Comune di dedicargli il complesso dei padiglioni espositivi 

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Un lutto che colpisce anche la città di Ferrara. È morto ieri mattina a Milano l’architetto Vittorio Gregotti. Aveva 92 anni ed era ricoverato per una grave polmonite legata al coronavirus. A darne notizia è stato su Facebook Stefano Boeri, il presidente della Triennale.

Boeri nel ricordare l’architetto Gregotti ha scritto che con lui è scomparso anche «un saggista, critico, docente, editorialista, polemista, uomo delle istituzioni, che – restando sempre e prima di tutto un architetto – ha fatto la storia della nostra cultura. Concependo l’architettura come una prospettiva sull’intero mondo e sulla intera vita. Che grande tristezza».

Laurea al politecnico

Gregotti era nato a Novara nel 1927. Dopo la laurea in architettura nel 1952 al Politecnico di Milano entrò, come prima esperienza, nello studio BBPR. . Dal 1953 al 1968 svolse la sua attività in collaborazione con Ludovico Meneghetti e Giotto Stoppino. Nel 1974 fondò la Gregotti Associati di cui è presidente. È stato anche docente di Composizione architettonica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha insegnato nelle Facoltà di Architettura di Milano e Palermo. Nel corso della sua attività accademica è stato anche “visiting professor” alle Università di Tokyo, Buenos Aires, San Paolo, Losanna, Harvard, Filadelfia, Princeton, Cambridge (Gran Bretagna) e al M. I. T. di Cambridge (Usa). Tra i suoi numerosi interventi si contano, per esempio la risistemazione di Potsdamer Platz a Berlino, i progetti del Teatro degli Arcimboldi a Milano, del Gran Teatro Nazionale di Pechino e della Chiesa di san Massimiliano Kolbe, a Bergamo. Su Facebook è stata aperta una pagina in suo ricordo.

Quartiere fieristico

L’architetto Gregotti tra l’altro, nei suoi numerosi progetti in giro per il mondo, ha realizzato la fase progettuale del quartiere fieristico di Ferrara nel 1984. Per questo motivo il presidente di FerraraFiere Filippo Parisini vuole proporre all’amministrazione comunale di Ferrara di intestare il quartiere fieristico alla memoria di Vittorio Gregotti. Il quartiere fieristico si estende su un’area di 26.000 metri quadrati dei quali 16.000 sono coperti e 10,000 costituiscono due piazze esterne per le esposizioni all’aria aperta.

Franceschini

«Con profonda tristezza apprendo della scomparsa del professor Vittorio Gregotti. Un grande architetto e urbanista italiano che ha dato prestigio al nostro paese nel mondo. Mi stringo alla famiglia in questa triste giornata». Così in una nota il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, il ferrarese Dario Franceschini.

Nel libro di Bassi

Gregotti era assai apprezzato dal collega ferrarese Carlo Bassi, seppure non condividendo alcune sue idee. Vale la pena di ricordarlo con un suo pensiero, una citazione posta all’inizio de “Il secondo percorso” della “Nuova guida di Ferrara. Vita e spazio nell’architettura di una città emblematica” (Ferrara, Bovolenta, 1981, pagina. 71) che Bassi dedicò alla sua amata città natale. Ecco il brano di Gregotti: «Come in un quadro di Cézanne noi ci sentiamo, parlando di progetto, interni e coinvolti nel processo di formazione dell’opera architettonica: sembra, per usare un’analogia disciplinare, che la parola progetto prediliga esprimersi per sezioni, mentre la parola composizione, per prospetti. Inoltre la nozione di progetto è legata, al di là della disciplina, al desiderio, ed alla paura, dell’uomo di diventare altro da quello che è in quel momento, all’idea di organizzare secondo un senso, anche avventuroso, il proprio futuro, al rifondare se stesso insieme con la realtà su cui opera e dalla quale è impossibile distinguersi».

Queste parole di Gregotti, incapsulate nel testo di Bassi, parlano di progetti, di futuro, di un domani migliore, del come rifondare le nostre vite. In questi giorni complicati ci spingono a meditare su quanto tutti noi faremo, finita la tempesta. Un architetto che ha lasciato un segno anche a Ferrara.—

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google