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Ospedale del Delta, si cambia: via all’unità per pazienti Covid

Gi.Ca.
Ospedale del Delta, si cambia: via all’unità per pazienti Covid

Quindici posti, ricoverati i primi ammalati. La Fp-Cgil sulle mascherine: inadeguate. L’Asl: non è vero

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FERRARA. Parte la riorganizzazione dell’ospedale del Delta in ospedale Covid-19 e intanto esplode anche in provincia, dopo la Lombardia e dopo Bologna, la polemica sulle mascherine inadeguate in consegna al personale. Per la Fp-Cgil di Ferrara «gli operatori in servizio devono essere muniti di una protezione che elimini il rischio di contagio, a partire dai pazienti. Sulle mascherine che stanno distribuendo purtroppo abbiamo seri dubbi», commenta il segretario Natale Vitali.

Botta e risposta

L’Asl, attraverso il direttore sanitario Nicoletta Natalini, ribatte che l’azienda non ha a disposizione un numero sufficiente di mascherine altamente performanti «da consegnare a tutti gli operatori. Quelle che abbiamo sono di diversi tipo e sono tutte certificate. L’azienda ha individuato, sulla base dei diversi gradi di rischio, il personale che non deve usare il presìdio, chi deve indossare la mascherina chirurgica (e ne abbiamo in dotazione diversi tipi) e chi deve utilizzare la Ffp2 . La protezione dei pazienti e del personale è garantita». Ma Vitali replica: «Abbiamo inviato una richiesta precisa al responsabile della Sicurezza dell’Asl. Che qualcuno scriva nero su bianco che questi presìdi sono idonei ad affrontare efficacemente il rischio sanitario in corsia. Di questo stiamo parlando».

La fibrillazione, in questi giorni, è molto alta soprattutto all’ospedale del Delta, a Lagosanto, dove sta per essere attivata un’unità di degenza Covid-19, dedicata cioè ai pazienti ricoverati con tampone positivo.

Riordino in corsia

Il blocco sarà ricavato all’interno di una stecca da 15 posti mentre un’altra stecca equivalente, che sarà in qualche modo isolata dalla prima, accoglierà i pazienti sospetti con polmonite. Negli altri due settori, anch’essi separati, da 15 e 14 posti, saranno ricoverati i pazienti con altre patologie internistiche. Per i casi più gravi, con necessità di ventilazione, sarà disposto il trasferimento all’ospedale di Cona. A Lagosanto sono già stati ricoverati nella nuova area Covid tre pazienti positivi, dopo che la scorsa settimana il Sant’Anna ha comunicato di avere molti posti letto già occupati da pazienti contagiati o sospetti. L’avvio del piano di potenziamento delle risorse ospedaliere elaborato dall’Asl e già presentato in Regione e alla Conferenza socio-sanitaria ha l’obiettivo di aumentare il numero dei posti letto specialistici e di terapia intensiva per l’emergenza coronavirus.

Incubo personale

Sempre al Delta è stato programmato lo spostamento del Day Hospital oncologico nell’ex Pediatria per ricavare altri 12 posti letto di Terapia intensiva da affiancare a quelli “ordinari”.

«Un aspetto delicato resta quello dell’adeguamento del personale - afferma Erika Salvioli, della Cgil-Sanità - le graduatorie degli infermieri non sono infinite e l’emergenza si sta scaricando pesantemente sull’attività degli ospedali». Il direttore sanitario conferma che il reclutamento dei medici «resta problematico ma abbiamo attivato una convenzione con Unife per l’avvio in corsia degli specializzandi. Infine, la prossima settimana dovrebbe ottenere il diploma un corposo drappello di infermieri e questo ci darà una mano». —

Gi.Ca.

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