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l’omicidio di monestirolo 

Tra due mesi il ritorno a casa S’indaga sulle ultime ore di vita

Tra due mesi il ritorno a casa S’indaga sulle ultime ore di vita

Domani l’autopsia sul corpo  di Solomon Okocha: aveva  già comprato il biglietto d’aereo per la Nigeria dove  la aspettava la giovane moglie 

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Si scandagliano le ultime ore di vita, la sera prima, e i contatti avuti in quelle ore. E poi si cercano di codificare i rapporti che aveva con i due ragazzi che lo ospitavano qui a Ferrara in una casa della zona di Porta catena. Le indagini sulla morte di Solomon Okocha si concentrano su questi aspetti, soprattutto sulle persone con cui sarebbe stato visto uscire di casa lunedì scorso mentre martedì mattina, alle 6. 30, il suo corpo veniva trovato sena vita sul ciglio della Superstrada Adriatica. Una morte che ha sorpreso tutta la comunità nigeriana, perché Solomon Okocha era una persona riservata e tranquilla, senza aver mai creato guai né subito altro.

E tra due mesi la sua vita sarebbe cambiata: aveva già in tasca il biglietto aereo per tornare in Nigeria, dove lo aspettava la moglie con cui si era sposato di recente. Per questo motivo, la sua morte improvvisa ha sorpreso tanti e soprattutto ora gli inquirenti debbono cercare di scoprire il perché chi può averlo ucciso. Come già riferito l’autopsia sarà l’atto fondamentale per dare risposte sulla sua morte: domani verrà eseguita alla Medicina legale e a rappresentare come parte offesa, la famiglia di Solomon, ci sarà il cugino che abita a Bologna e che è già stato ascoltato a lungo dai carabinieri. A loro avrebbe segnalato i tanti dubbi su alcuni aspetti della vita di Solomon. Ma soprattutto ha ribadito che non c’erano ombre nella vita dell’uomo trovato con segni evidenti di una aggressione: diversi colpi alla testa, uno più grave di altri, un occhio tumefatto ( “lesioni traumatiche” hanno scritto i medici legali), frutto secondo le prime ipotesi di una azione esterna. La stessa azione di chi lo ha caricato in auto che, forse per soccorrerlo dopo quella aggressione, avrebbe cercato di salvarlo: da qui il vistoso cotone emostatico che aveva nel naso. I dubbi restano e così il giallo dell’Adriatica non ha ancora risposte: un omicidio con tante domande, fin dal primo momento, cui procura e carabinieri stanno cercando di dare risposta, rivedendo gli ultimi mesi di vita di Solomon, che a Ferrara aveva trovato lavoro e una casa, che avrebbe lasciato presto per la sua Nigeria. –

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