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oggi a palazzo municipale 

Tutto il bilancio comunale in cinque ore di consiglio

Stefano Ciervo
Tutto il bilancio comunale in cinque ore di consiglio

Confermata la seduta unica con aula sanificata, tempi limitati e niente pubblico Fabbri: votazioni urgenti, poi le variazioni. Ma metà dell’opposizione non ci sarà

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Cinque ore di discussione e dibattito per varare i documenti fondamentali per il bilancio comunale e consentire così alla giunta di varare i primi provvedimenti a sostegno delle imprese e delle famiglie. È questo lo scenario più gettonato per la seduta di consiglio comunale più travagliata della storia recente, in programma alle 15 in una sala consiliare pre-sanificata, areata a lungo, riallestita per garantire la distanza di almeno un metro tra i presenti e priva non solo di pubblico, ma anche di giornalisti. Un margine d’incertezza, nonostante l’accordo in conferenza di capigruppo tra maggioranza e due gruppi di minoranza (Pd e Gam), permane ancora ed è legato al testo dell’ennesimo decreto notturno del governo, ma ieri il sindaco Alan Fabbri si diceva tranquillo: «Abbiamo fatto di tutto per rispettare le norme, è vero che Anci e governo spingono per le videoconferenze ma per farle servono attrezzature e un’organizzazione di cui ancora non disponiamo. Rischi? Penso alla gente che questa mattina andrà a lavorare, sanitari, artigiani, edicolanti; noi non possiamo tirarci indietro, pur rispettando le decisioni di ognuno».

Il riferimento indiretto è a quei consiglieri di minoranza, come Roberta Fusari (Ac), Tommaso Mantovani (M5s) e Anna Ferraresi (Misto), che hanno annunciato di non partecipare alla sessione per motivi di salute (c’è chi evidenzia la scarsa aerazione della sala consiliare) e per opportunità politica (bilancio da rifare a causa dell’emergenza coronavirus che falcidierà ad esempio gli 800mila euro della tassa di soggiorno e la chiusura dei musei).

Un appello a rivedere radicalmente i bilanci comunali non solo di Ferrara, ma di tutti i Comuni della provincia, viene dal presidente Cna, Davide Bellotti: «Bisogna introdurre una priorità assoluta: sostenere il sistema delle imprese e impedire che vada in frantumi sotto i colpi dell’emergenza. Stiamo attraversando la crisi sociale ed economica più grave dal dopoguerra ad oggi, è assolutamente necessario intervenire con decisione anche a livello locale. Altrimenti il nostro tessuto economico, già fragile, ne uscirà con le ossa rotte». Bellotti rende noto di aver ottenuto dalla Camera di commercio disponibilità ad andare in questa direzione, «ora chiediamo con forza che si muovano anche gli altri enti locali, riprogrammando investimenti e bilanci».

Fabbri resta tuttavia convinto che la mossa migliore sia approvare il “vecchio” bilancio: «Sfuggiamo così all’obbligo di non poter spendere ogni mese più di un dodicesimo del bilancio 2019, si può attivare subito l’avanzo e sbloccare gli investimenti. Ci sarà poi tempo, più avanti, per variazioni importanti in grado di dare risposte all’emergenza». La vera manovra, quindi, si farà in luglio. —

Stefano Ciervo

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