Ginnastica a casa, libri e telefonate: i consigli dei geriatri agli anziani ferraresi
Vietato fermarsi: «Il movimento è la miglior medicina». Salire le scale, camminare in corridoio e tenere spenta la Tv
FERRARA. Niente più nipotini da accarezzare, addio partite a carte, basta con le passeggiate, banditi i corsi di ginnastica dolce. Se le privazioni necessarie al contenimento del coronavirus implicano rinunce e sacrifici per tutti, le ripercussioni di una immobilità forzata hanno un impatto maggiore sulla popolazione anziana.
Il brusco cambiamento di stile di vita rischia di far perdere sane abitudini, a cominciare dal mantenersi attivi e fare movimento. Ma anche una casa, con un po’ di buona volontà, può diventare una piccola palestra. «Il consiglio da dare agli anziani che in questo periodo sono costretti a casa è quello di non fermarsi ma di fare ginnastica a domicilio. Ci sono molti esercizi che si possono eseguire anche a casa propria», suggerisce il professor Stefano Volpato, ordinario di Geriatria e direttore della Scuola Specialistica di Geriatria dell’Università di Ferrara - Un sistema molto semplice è alzarsi ripetutamente dalla sedia, fare esercizi di mobilità articolare, camminare lungo il corridoio. Chi ha la fortuna di avere un cortile o un giardino può fare una passeggiata all’aria aperta, l’importante è riuscire a mantenere almeno 30 minuti di attività motoria nell’arco della giornata ed evitare di trascorrere il tempo seduti in poltrona o, peggio, coricati a letto».
Gli esercizi
Il rischio di lasciarsi andare è amplificato dalla solitudine e dall’allontanamento dagli affetti, ed è qui che i familiari di una persona anziana devono prestare attenzione: «È fondamentale mantenere i contatti con i nostri anziani, non farli sentire abbandonati. Il telefono resta il mezzo migliore, più semplice e immediato, ma chi ha più dimestichezza con la tecnologia può provare a ricorrere alle videochiamate, che hanno il vantaggio del contatto visivo. Anche solo un saluto dai figli o dai nipotini può essere un balsamo per l’umore».
È bene invece evitare modifiche nell’alimentazione e non compiere l’errore di mangiare di meno a causa della maggiore sedentarietà «perché una perdita di massa muscolare sarebbe dannosa», conclude Volpato.
Salire e scendere le scale, camminare in corridoio o in giardino, mantenersi attivi continuando a occuparsi delle faccende di casa. E poi: spegnere la Tv, leggere un buon libro, ascoltare la musica, tenersi in contatto con amici e parenti e fare lunghe chiacchierate al telefono. Maurizio Dinelli, specialista in Geriatria e Cardiologia e con trent’anni di servizio all’ospedale di Cento, invita a non trascurare l’attività fisica ma, soprattutto «a esercitare il cervello, perché tutto si muove bene o male a seconda di come funziona il cervello». Se il coronavirus ci costringe a fermarci, spiega, allora cerchiamo almeno di fare tesoro del tempo sospeso in cui l’emergenza ci ha immerso tutti: bambini, adulti e anziani.
Corpo e mente
Vietato “fermarsi”, per la terza età, perché «l’attività motoria dal punto di vista preventivo ha un’efficacia anche maggiore dei farmaci per tutte le patologie in generale e per quelle cardiocircolatorie in particolare. Muoversi è dunque fondamentale». In casa ci sono varie possibilità. I più fortunati che possiedono una cyclette possono pedalare sul posto, «ma si possono fare le scale più volte al giorno, oppure camminare in corridoio, di stanza in stanza o in giardino, se è possibile». Ma è anche la mente che deve essere nutrita e allenata, per tenere bene oliata “la macchina”: «L’errore da evitare è restare otto-dieci ore davanti alla televisione e seguire ogni programma sul coronavirus: è sufficiente ascoltare i notiziari e leggere i giornali. Bisogna provare invece a leggere un libro, rilassarsi ascoltando la musica, coltivare i rapporti per telefono. E godersi il silenzio delizioso delle città». —
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