I finanzieri sequestrano mascherine non sicure
Non sicure e di bassa qualità nel tessuto, fabbricate in Turchia e messe in vendita in una farmacia del Comacchiese. Si tratta di 60 mascherine “chirurgiche” che i finanzieri del Comando provinciale e delal Tenenza di Comacchio hanno sequestrato in una farmacia, il residuo di una partita di dispositivi di protezione che in queste settimane vanno a ruba. E adesso il titolare finito nei guai (solo per un reato amministarivo) rischia secondo le norme del Codice del Conusmo una sonora multa, nella migliore delle ipotesi di 30.960 euro, poichè la norma prevede una sanzione da un minimo di 516 euro ad un massimo di 25.823 euro, per ogni mascherina non sicura posta alla vendita. Le mascherine venivano vendute a prezzi corretti, 1.50 euro, dunque non un prezzo speculativo, ma avevano - secondo le Fiamme Gialle - caratteristiche da non essere ritenute idonee per la salute del consumatore: è stata riscontrate l’assenza di idonee etichette, non specificato il contenuto, e nessuna informazione al consumatore in lingua italiana. È stato accertato che la qualità del tessuto faceva passare la luce e non tratteneva goccioline di saliva (il “droplet”) e secrezioni nasali, annullando le precauzioni di sicurezza come quella della distanza imposta dai recenti decreti di contenimento della diffusione del coronavirus. —
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