Privati in campo con 100 letti: «Pronti a fare la nostra parte»
Salus e Quisisana scrivono all’Asl: per ora posti non-Covid, per andare oltre servono mascherine
FERRARA. La sanità privata ferrarese è «pronta a fare la propria parte» sul fronte coronavirus, e mette a disposizone le proprie strutture che per il momento, però, dovrebbero essere schierate nelle retrovie della battaglia, cioè i ricoveri non-Covid 19. Lo hanno messo per iscritto i responsabili delle due principali cliniche private convenzionate del territorio, Salus e Quisisana, in due distinte lettere inviate ieri ad Asl e Ospedale Sant’Anna, cristallizzando così impegni già definiti nel corso dell’incontro svolto la scorsa settimana e previsti comunque dal nuovo decreto governativo. In tutto le due strutture mettono a disposizione un centinaio di posti letto, ai quali aggiungerne per casi di emergenza tre di terapia subintensiva. Anche in quelle cliniche però cominciano a scarseggiare i presidi di protezione individuale, a partire dalle mascherine.
Qui Quisisana
Alla casa di cura di viale Cavour fanno presente di aver adempiuto da tempo alle disposizioni di rinviare tutte le prestazioni programmate ad eccezione di quelle urgenti, da effettuare entro 48 ore, e differibili, 7 giorni, per ampliare la propria disponibilità sul fronte coronavirus. «Abbiamo a disposizione 23 posti letto dove ricoverare pazienti non infetti di Medicina, Geriatria e lungodegenti in generale - spiega il presidente Giorgio Piacentini - Per ora il nostro impegno si ferma qui, ma siamo anche pronti a fare un passo in più e ricoverare anche pazienti Covid. In questo caso, però, il personale dovrà essere fornito di presidi adeguati per lavorare in assoluta sicurezza». Già oggi la situazione su questo versante non è brillante, «soffriamo per la mancanza di rifornimenti di mascherine, visto che le riserve non potranno durare all’infinito. Attendevamo per ieri l’arrivo di un grosso quantitativo di mascherine, ben 15mila pezzi, che non sono però arrivate. E dire che le avevamo pagate in anticipo, con un notevole rincaro dei prezzi, oltre il 50%». Gel alcolici e altri presidi, invece, sono ancora disponibili in abbondanza.
Non avendo sala operatoria, Quisisana non dispone di posti in terapia sub-intensiva, a differenza della Salus.
Qui Salus
La clinica con base in via Arianuova, però, non ha per il momento inserito i suoi tre posti sub-intensivi in disponibilità immediata, poiché sono di gestione più complessa. «I posti letto che possono essere preparati in mezza giornata sono 60 - spiega Lino Riemma, amministratore delegato della clinica - e lo sono senza condizioni, nel senso che di partenza sono destinati a pazienti non Covid ma se le necessità cambiano, la risposta sarà pronta. Anche noi abbiamo difficoltà con le mascherine chirurgiche, attendevamo una fornitura con parecchie centinaia di pezzi ed eravamo già pronti ad andarle a prendere a Reggio Emilia, ma questa mattina ci hanno comunicato che sono bloccate alla frontiera. La nostra clinica comunque rispetta già oggi le indicazioni regionali sulla organizzazione delle strutture sanitarie».
Ora spetterà all’Asl inserire queste disponibilità all’interno della riorganizzazione territoriale in atto: si tratta di un polmone importante soprattutto in vista del sovraccarico previsto per le prossime settimane, quando sarà presumibilmente necessario aiutare anche la sanità lombarda. —
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