Allerta sulla morte di un gorese. Famiglia isolata, atteso il test
Dentro e fuori dall’ospedale: ieri il decesso, oggi i risultati del tampone. Il figlio: «Siamo terrorizzati»
GORO. Goro col fiato sospeso. Un uomo di 75 anni è morto lunedì notte all’Ospedale del Delta di Lagosanto e potrebbe essere stato contagiato. Solo nella giornata di oggi si avrà l’esito del tampone ma intanto tutta la famiglia è stata messa in quarantena. «Spero vivamente che mio padre non sia una vittima del Coronavirus - dice il figlio mentre cerca di mantenere la calma -, perché vorrebbe dire che qualcuno ha peccato di leggerezza e quel qualcuno dovrà darci delle spiegazioni».
I fatti
Il settantacinquenne, che abitava a Goro, stava male da mesi. Aveva delle gravi patologie ed ha passato gli ultimi mesi della sua vita dentro e fuori dagli ospedali. È stato ricoverato a lungo a Valle Oppio, per poi essere trasferito a Cona perché si era aggravato.
«Mio padre è stato messo in una stanza con un’altra persona - va avanti -, questa persona doveva indossare la mascherina ed è la prima cosa che abbiamo notato, senza però preoccuparci più di tanto perché abbiamo pensato potesse avere patologie di un certo tipo per cui era necessario per lui tenerla. Papà è stato a Cona fino a venerdì, poi l’hanno mandato a casa».
Lunedì notte un malore, l’ennesimo, la corsa in ospedale con l’ambulanza e quindi la morte dopo poche ore. «Ce lo aspettavamo, stava male da tempo. Quello che invece non potevamo immaginare era di trovarci in quarantena e con il terrore in casa». Ma cosa è successo? «Il ragazzo che era in camera con lui a Cona è risultato positivo al Coronavirus e a quanto pare lo sapevano già dal lunedì. Mi chiedo e chiedo, perché papà è rimasto in quella stanza? Perché lo hanno fatto tornare a casa? ».
La famiglia in quarantena è composta da marito, moglie e tre figli di 25, 18 e 13 anni, di cui uno con problemi di salute.
La telefonata
Morto lunedì notte al Delta, il 75enne è stato sottoposto ad una serie di analisi e accertamenti perché presentava anche i sintomi del virus «oltre appunto essere stato a contatto con una persona contagiata a sua volta». Nella giornata di oggi, «dovremmo avere i risultati del tampone - va avanti il figlio -, il sindaco Diego Viviani ha preso in mano la situazione e ci sta aiutando anche perché abbiamo già avvertito le persone che erano vicino a noi quando papà è morto ma non basta. Ho paura, sono terrorizzato. Mio padre non c’è più e adesso è arrivata anche questa notizia».
Cosa fare
Se il tampone dovesse risultare positivo, scatteranno anche a Goro tutte le misure del caso. Intanto la famiglia verrà messa in quarantena e quindi, se i medici lo riterranno opportuno, verranno eseguiti una serie di accertamenti «visto che in casa ho una situazione critica con uno dei miei figli. Io ancora non riesco a crederci e voglio restare calmo, molto calmo. Ma se verrà fuori che mio papà è stato contagiato in una stanza d’ospedale e che loro, pur sapendo, lo hanno tenuto dentro qualcuno dovrà risponderne non solo a me ma a tutta la comunità di Goro. E se sarà positivo ci metterò la faccia, sarò io per primo a dirlo». —
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